L'arca olearia

Dallo scaffale al prezzo dell'olio all'origine. Quanto ci guadagna l'industria olearia?

La differenza tra olivicoltori e industriali, da una parte, e olivicoltori e frantoiani, dall'altra, è il percorso nella formazione del prezzo della bottiglia di olio d'oliva. Nell'extra vergine industriale la qualità è una conseguenza del prezzo, in quello artigianale il prezzo è una conseguenza della qualità. Per questa ragione l'olio italiano è "fuori mercato"

02 maggio 2014 | Maurizio Pescari

Facebook, al di là del “peso” che ognuno gli attribuisce offre occasioni per aprire discussioni, conoscere persone, comunicare. Facebook è una piattaforma dove anche l’olio ha i suoi spazi, tanti, per qualcuno anche troppi, gestiti da appassionati, da giornalisti, da produttori, da addetti ai lavori, da consumatori.
Seguendo con interesse il profilo di Francesco Travaglini, anima sincera di Extrascape, mi sono imbattuto in un post illuminante per chi è alla ricerca di elementi distintivi tra le diverse tipologie di olio, i diversi prezzi di vendita ed il mercato.

“Una nota industria dell'olio – scrive Travaglini - decide di sbarcare su FB e lo fa “giocando” con i consumatori pensando di raccontare storielle come fa in TV. E subito casca l'asino. Praticamente sono costretti a dire che sono enti di assistenza e beneficenza ai consumatori…”.

Questo il post in oggetto, scritto in risposta ad un quesito di Nicola:

 

Chi risponde al quesito di Nicola? Un produttore o un commerciante di olio prodotto da altri? Distinzione questa fondamentale, che ci fa andare oltre il concetto di prodotto industriale o artigianale.

L’olio e la Gdo
I numeri della vendita di olio sono tutti della Grande distribuzione organizzata. Proprio nella GDO l’olio riveste un ruolo fondamentale che va oltre il prodotto, oltre la qualità, entrando a pieno titolo nella consuetudine al consumo che fa sì che nel nostro Paese, in ogni casa, ci sia almeno una bottiglia di olio, da sempre. Questo aspetto legato alla consuetudine al consumo in famiglia, fa si che per la GDO la fidelizzazione del cliente passi a suon di promozioni, attraverso la vendita di questo prodotto.
Le grandi catene della distribuzione, investono sul prezzo sullo scaffale, pur di riuscire a praticarne uno in grado di conquistare il cliente.
Da novembre a gennaio, a suon di offerte si combatte una vera e propria ‘battaglia dell’olio’, tanto che oltre il 70% delle vendite avviene in promozione. Alcune catene investono così tanto sul prodotto, da poter affermare che il guadagno è prossimo allo zero; consapevoli che il loro cliente compra olio, poi compra anche tutto il resto.
Se questa è la situazione, è evidente che una delle poche cose certe è il prezzo che l’olio deve avere sullo scaffale, pena l’uscita dal mercato.
Il prezzo di uscita è talmente importante che la GDO decide di ‘intervenire’ pur di poterlo mantenere, fin quasi ad annullare i margini di guadagno.
E' quindi la GDO a indicare alle aziende di marca e ai fornitori di extra vergine qual'è il prezzo più gradito.

Ne consegue che, come accade per gran parte dei prodotti industriali di largo consumo, per conoscere il prezzo di acquisto della materia prima – l’olio nel nostro caso – dobbiamo fare un percorso a ritroso.
Togliere tutti i costi e le marginalità di chi le pretende, per arrivare a quanto può spendere il commerciante per acquistare l’olio.

Dallo scaffale all’olio

Parliamo di costi reali. Scomponiamo il costo della bottiglia, da un litro (kg.0,916), in vendita ad un prezzo che oggi oscilla tra i 3,30€ ed i 3,80€.

 

Siamo partiti da un prezzo medio allo scaffale tra 3,30 € ed i 3,80 €; togliamo il costo del contenitore (0,37€).
Come detto riconosciamo pure che la GDO non ci guadagni.
Al netto dei costi di confezione arriviamo quindi a un costo della materia prima di 2,93-3,43 € al litro.
Da questa dobbiamo ancora togliere i costi di trasporto/logistica, quelli generali/promozionali dell'azienda, ammortamenti e costi finanziari. Per queste voci, senza esagerare, è plausibile togliere una percentuale del 20% sul prezzo dell'olio.
Se ne deduce che il costo del nostro litro di extra vergine scenderà ancora a 2,35-2,75 € al litro.
Questo è quanto è disponibile per gli imbottigliatori e commercianti per l’acquisto dell’olio. Non è però il prezzo d'acquisto perchè dovremo detrarre un altro 5% di costi di intermediazione e di trasporto dal luogo di produzione a quello di confezionamento.
Tutto porta il costo d'acquisto del nostro extra vergine nella forbice tra 2,24 e 2,62 € al litro.

Guardando al Borsino dell'olio di Teatro Naturale notiamo che si tratta di prezzi compatibili con le piazze di Jaen (Spagna) e della Tunisia. Lievemente più alto il prezzo dell'olio greco. Guardando i listini di altre borse merci scopriamo che è possibile acquistare extra vergine in Spagna a partire da 1,9 €/kg (Fonte Poolred).
Qual'è dunque il margine per l'industria olearia o l'imbottigliatore? Varia da pochi centesimi a bottiglia fino a qualche decina (20-30 centesimi). Da pochi spiccioli fino a quasi il 10% del valore del prodotto a scaffale. Tutto dipende da quale mercato sceglierà per approvvigionarsi e quale livello di qualità sceglierà per i propri clienti.
E l'extra vergine italiano? E' fuori mercato, almeno per il 70% dell'olio venduto in promozione. Attualmente il prezzo oscilla dai 3,40 e i 3,70 € al chilogrammo. Decisamente troppo per l'industria olearia, anche in blend.
Se si deve partire dal prezzo a scaffale, la qualità diventa una conseguenza. E' quella che possiamo comprare. Non i 3,60 €/kg dell'olio sulla piazza di Bari, certo, ma nemmeno i 2,67 €/kg registrati in Spagna come prezzo all'ingrosso massimo dell'ultima settimana.

A proposito, nel caso dei prodotti artigianali di qualità certificata, il prezzo si fa con i PIU’, non con i MENO dell’industria.
Ecco perchè i conti non tornano mai agli olivicoltori e frantoiani e non giustificano certi prezzi a scaffale.
Questa è un'altra delle profonde differenze tra l'olio artigianale e quello industriale. Nell'olio industriale la qualità è una conseguenza del prezzo, in quello artigianale il prezzo è una conseguenza della qualità.
Questo non significa, ovviamente, che l'extra vergine artigianale non debba fare i conti col mercato ma certo, prima di trovare un proprio spazio, deve svincolarsi dall'abbraccio mortale dell'olio commodity.
L'extra vergine artigianale è altro ma bisogna riempire questo “altro” di molti contenuti per dargli valore.

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