L'arca olearia
L'extra vergine di Alta Qualità è pronto al debutto in società. Luce verde a fine luglio?
La Conferenza Stato-Regioni dovrebbe dare il via libera entro la fine del mese. Una corsa contro il tempo per vedere le prime bottiglie a scaffale già dal 2014 ma il sistema di qualità nazionale è un work in progress. Dalla campagna olearia 2015/16 giro di vite sul disciplinare di produzione
06 luglio 2013 | Alberto Grimelli
Il sistema di qualità nazionale (SQN) per l'olio d'oliva sembra aver imboccato la via preferenziale che ne dovrebbe segnare il debutto già dalla prossima campagna olearia.
Si tratta però di una corsa contro il tempo. Dopo l'approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni il decreto, e relativo disciplinare, passerà all'esame di Bruxelles e solo dopo potrà essere promulgato.
Teatro Naturale ha seguito il percorso fin dagli albori: Olio d'oliva: presto un marchio per l’alta qualità italiana, poi vedendo la nascita del decreto e relativo disciplinare di produzione: Tutti per uno e uno per tutti. L'olio extra vergine d'oliva italiano e d'alta qualità ha trovato casa; infine le difficoltà e gli ostacoli politici lungo il cammino: Olio d'oliva di Alta Qualità Italiana in dirittura d'arrivo. Il decreto previsto per la primavera.
Le elezioni politiche e l'impasse che ne è seguito hanno complicato, meglio sarebbe dire congelato, il percorso che ha ritrovato nuovo slancio col Ministro De Girolamo, ferma sostenitrice degli SQN, come ha avuto modo di affermare durante le recenti audizioni alla Camera dei Deputati e al Senato.
Eravamo già pronti a darvi la notizia del via libera del decreto la scosra settimana ma la riunione della Conferenza Stato-Regioni, prevista per il 25 giugno, è stata rinviata alla fine di luglio.
Occorre quindi attendere qualche altro giorno perchè il decreto possa vedere la luce. Un decreto e un disciplinare di produzione rivisto in maniera puntuale rispetto alle prime bozze dell'autunno 2012, all'insegna di due parole d'ordine: chiarezza e semplificazione.
La chiarezza sta innanzitutto nella dizione in etichetta: Alta Qualità. Semplice, chiaro, immediato. La scorsa versione, che prevedeva un bollino SQN, avrebbe richiesto notevoli sforzi di comunicazione e informazione al consumatore, specie internazionale. Spese che così potranno essere sicuramente meglio destinate.
Finalmente poi avremo un disciplinare che è già in linea con le future tendenze del Coi e dell'Unione europea. Esemplificativo, da questo punto di vista, la revisione dei parametri e relativi limiti, con l'inserimento degli etil esteri (limite a 20 mg/kg) e delle cere (limite a 100 mg/kg).
Per i più curiosi, di seguito, riportiamo la tabella con tutti i parametri chimici.

La semplificazione sta sicuramente nell'articolo 2, comma 4, dello schema di decreto che recita: “L’organismo e/o gli organismi di controllo sono scelti liberamente dall’operatore.” Questo significa che l'operatore, produttore, imbottigliatore o frantoiano, potrà scegliere come organismo di controllo uno che già opera in azienda in ragione di altre certificazione adottate dall'impresa, come bio o Dop/Igp. Questo porterà, inevitabilmente, come previsto dal piano di controllo, a una semplificazione degli adempimenti, considerando che traccciabilità e ogni altro elemento o documento valido per altre certificazioni potrà essere utilizzato anche per l'SQN, così evitando la duplicazione di documenti e di audit, riducendo quindi le spese.
Sarebbe però un errore vedere l'SQN come una norma statica, incapace di adeguarsi nel tempo alle esigenze del consumatore. Prima di tutto perchè sono già contemplati nel decreto alcuni passaggi e giri di vite. Dalla campagna olearia 2015/16. Diventerà obbligatoria la lavorazione delle olive entro 12 ore dalla raccolta, una temperatura di gramolazione dai 24 ai 27 gradi e lo stoccaggio sotto gas inerte dell'olio.
Un passaggio importante sarà la tutela del consumatore. Oltre a prescrizioni per gli operatori della distribuzione e somministrazione che volessero entrare nel sistema SQN è infatti previsto che l'operatore debba garantire il mantenimento dei parametri chimici e organolettici previsti dal disciplinare fino alla scadenza (termine minimo di conservazione) dell'olio.
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