L'arca olearia

PISA, PERUGIA E TERAMO FORMERANNO I NUOVI OLEOLOGI

Tre corsi di specializzazione post laurea, in diversi atenei italiani, prenderanno avvio in questo 2005. Prepareranno tecnici e professionisti pronti ad operare in ogni settore della filiera olivicola-olearia. A Pisa la prima inaugurazione. Montedoro, Presidente dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, “sono iniziative preziose per il comparto”

15 gennaio 2005 | T N

Questi master universitari si propongono di fornire operatori altamente qualificati, in grado di operare in aziende di produzione, trasformazione e mercato dell’olio di oliva, in aziende produttrici e fornitrici di impianti, attrezzature e servizi per il settore olivicolo ed elaiotecnico, in laboratori di analisi e industrie di prodotti oleari o di prodotti alimentari a base di olio e/o di olive, in enti pubblici e associazioni di promozione e tutela dell’olio di oliva, in società di consulenza, servizi, studi ed interventi di mercato nel settore oleario ed olivicolo.

Le Università di Pisa, Teramo e Perugia, con iniziative separate, sono quindi accumunate da un unico obiettivo: formare i nuovi oleologi.

È stata Pisa, quest’anno, l’Università che ha inaugurato per prima il secondo ciclo del proprio corso di formazione e specializzazione post laurea dedicato all’olivo e all’olio di qualità.
Il 12 gennaio, presso l’aula magna della Facoltà di Agraria, il Prof. Santini (Preside della Facoltà), il Prof. Pasquali (Magnifico Rettore dell’Università), il Dott. Toma (funzionario dell’Arsia), il Prof. Montedoro (Presidente dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio) e il Prof. Gucci (Direttore del Master) hanno dato il benvenuto ai 20 studenti e ai numerosi intervenuti.
Gli interventi si sono concentrati sul valore di questa offerta formativa e sul ruolo che i futuri oleologi avranno nel comparto oliandolo del nostro Paese e non solo.
Le conoscenze, i dati e le esperienze derivati da un anno di intensa attività, di studio e di pratica (sono previsti infatti 57 giorni di tirocinio pratico-applicativo) verranno messi al servizio di una filiera, quella oliandola, che necessità di innovazione, di riforme, di cambiamenti. La ricerca sta infatti procedendo a passo più spedito nel corso degli ultimi anni ma le informazioni che ne derivano non trovano, se non in minima parte, applicazione nella realtà produttiva. Una lacuna, una criticità del sistema che rappresenta anche una sfida per gli oleologi, saper tradurre in pratica, nella normale attività lavorativa, i preziosi risultati della ricerca scientifica rappresenta probabilmente il loro compito più arduo, nobile e utile. Come ha ricordato il Prof. Montedoro “non è sufficiente la qualità, è indispensabile tenere sotto controllo i costi attraverso una razionalizzazione delle operazioni colturali, ben valutando l’impatto che queste hanno sulla produttività e sul prodotto finale. Solo un professionista preparato, con conoscenze approfondite di fisiologia della pianta, tecniche agronomiche e tecnologiche, nonchè biochimica dell’olio, può realmente far compiere il salto di qualità al comparto oliandolo del nostro Paese.”
Proprio per offrire agli studenti del Master una visione quanto più ampia e variegata possibile i docenti provengono sia dal mondo accademico italiano sia dal mondo delle aziende, enti e professioni. A professori universitari e ricercatori si affiancheranno, in misura paritaria e paritetica, persone che, a vario titolo, operano nel settore olivicolo-oleario da vari anni (tra questi anche Luigi Caricato ed Alberto Grimelli, rispettivamente Direttore responsabile e Coordinatore editoriale di Teatro Naturale).
A conclusione della presentazione degli obiettivi e della finalità del Master in Olivicoltura e Olio di Qualità e dando inizio così ai lavori il prof. Marzilli (docente di malattie cardiovascolari presso l’Università di Siena) ha relazionato tutti gli intervenuti su “Dieta mediterranea, olio extra vergine di oliva e rischio cardivascolare”.

A tutti gli studenti dei Master olivicolo-oleari Teatro Naturale augura buon lavoro.

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