L'arca olearia

Extra vergine alta qualità in sottocosto. Sarà vero?

Nei giorni scorsi c’era un tam tam allarmante tra gli addetti ai lavori. Com’è possibile che l’olio Dante venga posto in commercio a 2,49 euro la bottglia da litro. A proprorlo un volantino Simply Market, con l’umiliazione dell’Olio Cuore a 2,99 euro. Il chiarimento di Biagio Mataluni

26 febbraio 2011 | Luigi Caricato



Tutto è accaduto all’inizo della settimana. Il volantino non lascia spazio a dubbi. L’olio extra vergine di oliva Dante “Alta Qualità” è proposto in sottocosto a 2,49 euro la bottiglia da litro.

L’aspetto più imbarazzante è che la lattina da litro di un banalissimo olio di semi di mais, seppure nobilitato dal marchio Olio Cuore, proposto anch’esso in sottocosto, veniva valutato al prezzo di euro 2,99!
E’ stato mortificante l’accostamento.



Ho dato pronta notizia sul mio blog, Olio Officina (link esterno), tra lo stupore generale. Il mio, potete ben immaginarlo. Sono rimasto ammutolito, quasi impietrito. A che serve fare tanta cultura di prodotto e poi sentirsi sconfessato da prezzi assurdi.

E’ vero che abbiamo un precedente terribile, quando lo scorso 31 dicembre l’extra vergine Primadonna (link esterno) era stato svillaneggiato al vile prezzo di 1,69 euro la bottigflia da litro. Il tutto nel teatro dell’assurdo che è LIDL, una catena che è simbolo del degrado della società consumistica contemporanea. Il risparmio a tutti i costi, senza curarsi degli effetti disastrosi che la vendita sottocosto va determinando.

Le Istituzioni come al solito restano silenziose, salvo denunciare il degrado solo quando non si può più correre ai ripari. Oggi, per la cronaca, l’extra vergine Primadonna è in offerta a 1,89 euro, venti centesimi in più rispetto a dicembre. Che spasso per chi intende risparmiare. Solo che mi chiedo: dove sono i tanti soloni che pontificano sul nulla. Perché non schioccano le loro dita per risolvere il grave problema del sottocosto?

Torniamo all’extra vergine Dante alta qualità. Il mio stupore è stato grande, a segnalarmi il volantino Simply Market una persona attenta. Com’è possibile – mi sono chiesto – che un extra vergine in cui in etichetta compare il rimando all’alta qualità possa essere svenduto? Possiamo anche comprendere i prezzi stracciati per gli extra vergini concenzionali, ma non per un’alta qualità. E’ come iniziare un declino senza ritorno. Cosa ci si può inventare per differenziarsi sul mercato? Un super super super extra vergine? Non serve, basta cederlo all’insidia del sottocosto e tutto svanisce.

Ho chiesto ragioni che giustifichino tale sottocosto al presidente di Oleifici Mataluni, gruppo che ha la proprietà del brand Olio Dante, oltre che di altri brand, come Lupi (con il quale si sarebbe stretto un accordo con Unaprol per la fornitura di olio made in Italy) e Minerva.

Ho chiesto un riscontro e l’ho avuto. Ho sentito infatti Mataluni in persona, al telefono, che mi ha chiarito l’equivoco. “Sono rimasto anch’io senza parole”, mi confida Mataluni. Questa catena di supermercati fa parte del gruppo Sma. Ha messo sul volantino la foto della bottiglia sbagliata. L’offerta dei 60 mila pezzi in offerta valeva per il nostro prodotto tattico, il ‘Classico’, dove imbottigliamo il nostro olio comunitario. Noi lo abbiamo fornito a quasi 3 euro, e loro, ponendolo in offerta, ci hanno rimesso 42, 43 centesimi”.

Il Classico Dante

Biagio Mataluni insiste: “Lei sa quanto attenzione io ponga sul prezzo al pubblico. Faccio tanti sacrifici per cercare di ottemperare alle richieste. Faccio il possibile per difendere un prezzo minimo, al di sopra dei concorrenti. Purtroppo questa offerta di Simply Market è stata fatta sbagliando la pubblicaziojne nel volantino. E’ un’offerta che io non controllo, non controllo”, aggiunge. “Abbiamo cercato sempre di contenere la deriva dei prezzi, perché non vogliamo praticare il sottocosto”, ha precisato Biagio Mataluni, il proprietario di Dante.

Che dire? Ho ricevuto anche un comunicato stampa chiarificatore (link esterno). Oltre alla foto della bottiglia, a dimostrazione che si tratta di due differenti referenze.

Non voglio soffermarmi oltre. Certo è che occorre una seria riflessione. Qualcosa occorrerà pur farla. Che sia un incidente di percorso o meno, è necessario dire stop al massacro dei prezzi. In questo modo il consumatore lo si inganna. Non è accettabile che le catene distributive non abbiano un minimo di spiraglio etico. Non si può assistere al continuo scempio dei prezzi. Chi lavora ha diritto a un’equa remunerazione. Tutti debbono aspirare a un legittimo margine di guadagno. Chi è che bleffa?

Ci vorrebbe un tavolo per discutere, ma temo che a pochi interessa farlo. A Olio Capitale (link esterno), a Trieste, ci sarà un incontro per discutere di questi temi. Non mancate. C’è l’urgenza di voltare pagina. Nessuno si senta libero da responsabilità.

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