L'arca olearia
Per l'olivo leccino è meglio una potatura annuale, biennale o triennale?
Non è soltanto questione di periodicità ma anche di intensità e di varietà. Le potature energiche riducono l'alternanza ma abbattono significativamente la produzione media
05 febbraio 2011 | Alberto Grimelli
La potatura ha un costo e, oggi, si cerca di ridurre quanto più possibile tutte le spese di produzione.
Tra queste certamente la potatura.
In particolare la tendenza attuale è quella di allungare indefinitamente il turno di potatura dell'olivo leccino, arrivando anche a quattro anni, per poi intervenire con potature energiche.
Tale sistema tuttavia, in base a tutte le indagini effettuate, è quello che provoca sì la maggiore riduzione dell'alternanza di produzione ma con cui si conseguono anche le produzioni medie più basse.
Per comprendere meglio quanto possa incidere la potatura sulla produttività delle piante esaminiamo i risultati dello studio decennale dell'Università di Perugia (Tombesi et al) condotto su un oliveto collinare con sesto d'impianto 5x5 m in coltura asciutta.
La prova ha distinto tre diversi turni di potatura; uno, due e tre anni. Inoltre sono stati messi alla prova tre diverse intensità di potatura, basate sull'indice di superficie fogliare (LAI leggera = 5,1; media = 3,2; energica =2). Tre anche le varietà esaminate: Frantoio, Leccino e Moraiolo.
La tesi che ha dato i migliori risultati in termini produttivi è stata la potatura leggera annuale con una produzione media di 18,2 Kg/pianta/anno, contro i 12,7 di una potatura leggera biennale e i 14,3 di una leggera triennale.
Interessanti i dati sulla potatura di media intensità, con dati realmente scalari. La potatura annuale ha infatti dato luogo a 8,9 Kg/pianta/anno, contro i 14,3 di quella biennale e i 17,6 di quella triennale.
Modesti, invece, i risultati della potatura energica. In turno annuale si sono avuti 10,3 Kg/pianta/anno, in biennale 7,6, in triennale 13,6.
Andando ad esaminare il comportamento varietale rispetto all'intensità di potatura, notiamo che, se per il Frantoio è indifferente una potatura leggera o media, rispettivamente 12,1 e 12,8 Kg/pianta/anno, si nota invece come Leccino e Maurino si avvantaggino sensibilmente di una potatura leggera con produzioni di 14 e 18,8 Kg/pianta/anno che calano del 10% se interveniamo invece con intensità media e di un ulteriore 15-20% nel caso si pota energicamente.
E' da sottolineare che tra i vari turni di potatura il tempo di intervento per pianta risulta praticamente invariato, mentre varia in ragione dell'intensità di potatura. Scarsa o poco percettibile, circa un minuto a pianta, tra la potatura leggera e quella media, sale invece di due minuti nel caso si utilizzi una potatura energica.
Tali dati sono interessanti perchè indicano chiaramente la potatura annuale come quella più onerosa, sfatando il mito che interventi continui nel tempo permettano di risparmiare tempo nell'operazione colturale.
In sintesi, in base anche alle osservazioni degli autori, la potatura energica riduce in maniera eccessiva i rami fruttificanti, alterando il naturale equilibrio vegeto-produttivo dell'olivo leccino.
I migliori risultati sono invece ascrivibili a potature con turni biennali o triennali, abbinati a potature leggere o medie, permettendo agli olivi di esprimere il massimo potenziale produttivo. Infatti i cicli biennali o triennali consentono di asportare meno materiale con la potatura e di aumentare l'efficienza produttiva della pianta.
Sul fronte del turno di potatura, però, la varietà può determinare la scelta. Infatti, se Leccino e Maurino rispondono bene anche a cicli di potatura lunghi, per il Frantoio vengono sconsigliati turni triennali perchè la forte produzione di succhioni può creare disequilibri vegeto-produttivi e la sensibilità ad alcuni patogeni fungini e batterici (occhio di pavone e rogna) viene ad accentuarsi nel caso di chiome molto dense.
Bibliografia
Tombesi et al, "Intensità e periodicità di potatura dell'olivo, risultati di una prova decennale", 2008, Atti COM.SI.OL, Competitività del Sistema Olivo in Italia, 119-126
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