L'arca olearia

La quinta edizione di Olio Capitale sarà business oriented

Svelati, in un'intervista con la direttrice dell'azienda speciale Aries Patrizia Andolfatto, i contorni e i programmi della prossima manifestazione triestina: "saremo dalla parte degli espositori e del pubblico"

05 febbraio 2011 | T N

Stare al fianco delle aziende espositrici, sollevarle quanto più possibile dai costi e offrire servizi sempre più mirati, come ricche agende di incontri con buyer stranieri. E allo stesso tempo non dimenticare il pubblico, attirandolo e incuriosendolo con la qualità dei prodotti e degli eventi collaterali. Per Patrizia Andolfatto, direttrice dell’Azienda Speciale Aries che da quest’anno ha preso in mano la gestione della manifestazione: “Sono questi i punti di forza della quinta edizione di Olio Capitale, il salone degli extravergini di Trieste. Un evento a cui manca poco più di un mese e che presenterà dal 18 al 21 marzo l’eccellenza dell’Italia olivicola a professionisti e grande pubblico”.

- Mancano poche settimane a Olio Capitale, quali sono le prime impressioni su questo mondo?
Del tutto positive. In queste settimane stiamo riscontrando attenzione e sensibilità da parte delle imprese italiane che colgono l'importanza di una manifestazione a loro interamente dedicata. La difficile situazione economica attanaglia tutte le aziende ma si sente che c'è voglia di rilancio, di investire per incrementare la propria visibilità e il proprio fatturato. Questo è un indice di vitalità che non va sottovalutato.

- Cosa fa Aries per venire incontro alle imprese in questa contingenza economica?
Aries si muove su molteplici fronti, ma la prima decisione che abbiamo preso è già significativa. Non sono stati ritoccati i listini per gli espositori. Le condizioni, già convenienti, sono rimaste le stesse dello scorso anno, potenziando i servizi. Ci saranno interpreti che affiancheranno i buyer stranieri negli appuntamenti con gli espositori, sgravando le imprese di un ulteriore costo. Ma questo è solo un esempio di come Aries vuole essere un partner dell'impresa in fiera.

- La fiera è infatti occasione di business...
Certo, queste manifestazioni devono servire per creare il contatto tra domanda e offerta. Per questa ragione l’Area internazionalizzazione di Aries è impegnata per portare ancora più buyer, italiani ed esteri, rispetto alle scorse edizioni e migliorare sempre più il match-making. Non è infatti solo importante il numero di operatori ma anche il loro profilo: le loro richieste devono combaciare con quelle degli espositori. Non solo quantità ma soprattutto qualità.

- Ecco un'altra parola chiave: qualità. Sappiamo cos'è un olio di qualità, ma cos'è un’esposizione di qualità?
Innanzitutto deve soddisfare tanto gli espositori quanto il pubblico. Abbiamo ben chiaro l’obiettivo: soddisfare gli espositori e incuriosire, intelligentemente, i consumatori. Noi vogliamo che il protagonista sia l'extra vergine, in tutte le sue sfaccettature, per questa ragione stiamo creando un ricco calendario di eventi.

- Non sta mettendo troppa carne al fuoco?
Direi di no. La fiera è punto di incontro di diversi elementi della filiera. C'è il produttore che vuole vendere, c'è il buyer che vuole acquistare, c'è il consumatore che vuole conoscere e magari comprare una bottiglia di una produzione particolare, ci sono i giornalisti che cercano approfondimenti e informazioni, c'è il mondo tecnico-scientifico. Tutto in pochi giorni, in poche ore. Nostro obiettivo, per il quale ci stiamo impegnando a tempo pieno, è di venire incontro a tutte queste aspettative, anche in controtendenza rispetto ad altre manifestazioni, permettendo, ad esempio, la vendita diretta in fiera.

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