L'arca olearia
Il giusto approccio con l'olio. Per un piacere consapevole
Perché abbiamo gusti diversi? La spiegazione in parte è genetica, in parte culturale, in parte personale. La scelta di un olio deve avvenire attraverso una ‘riflessione sensoriale', ponendo attenzione ai messaggi che il corpo riceve e trasmette alla mente. Il punto di vista della consumatrice Paola Cerana
29 gennaio 2011 | Paola Cerana

Premetto che non sono unâesperta di olio. Sono una semplice consumatrice, buongustaia e amante delle cose che fanno bene non solo al palato e al corpo, ma anche alla mente. E lâolio è certamente una di queste.
Qualche settimana fa Luigi Caricato mi aveva chiesto di esprimere un parere circa la scelta dellâutilizzo del burro piuttosto che dellâolio nella preparazione di alcuni dolci. Beh, non potendo offrirgli un giudizio tecnico, ho cercato di recuperare un poâ quello che ho letto e imparato circa i meccanismi che muovono i nostri sensi e le risposte che il cervello ne riceve, per capire appunto cosa fa preferire un alimento ad un altro, quando sono apparentemente simili. Perché siamo tutti diversi, seppur identici nel funzionamento chimico e fisiologico e ⦠come dice Luigi Caricato, âquando si entra nella sfera del gusto, tutto appare poco chiaro â¦â. Un poâ come nellâamore, aggiungerei io ...
Per questo trovo pertinenti alcune letture riguardo le sensazioni, i piaceri e tutte quelle percezioni che vanno ben oltre i sensi esteriori e che finiscono col dialogare direttamente con la mente.
Perché abbiamo gusti diversi? In parte la spiegazione è genetica: esistono degli universali, delle preferenze innate, come quella per il dolce che è una buona fonte di energia, piuttosto che lâamaro, indice spesso di tossicità .
In parte, però, è culturale: perché ad alcune persone piacciono le tortillas piccanti e ad altre il sushi spalmato di wasabi? E perché gli occidentali non mangiano normalmente insetti e topi, mentre altri popoli li considerano prelibatezze?
Infine, ci sono ragioni personali a fare preferire o provare avversione per un cibo piuttosto che un altro.
Câè chi adora il peperoncino spolverato in abbondanza su ogni piatto e chi non lo può sopportare, chi va matto per il tartufo e chi ne prova disgusto al solo sentore olfattivo. Lâuniverso del gusto, quindi, è infinitamente vario e sarebbe piacevolissimo esplorarlo, in tutti i sensi. A questo proposito, mi è capitato di leggere una notizia molto curiosa, e cioè che le lingue non sono tutte uguali (e fin qui la cosa è ovvia). Pare, però, che la lingua di circa un quarto di noi umani contenga un maggior numero di recettori in grado, quindi, di amplificare immensamente il gusto dei cibi. Delle superlingue, insomma, per veri supergustatori! E sapete come si può facilmente verificare chi possiede una superlingua?
Ecco: basta mettere in bocca del colorante alimentare azzurro e contare quante papille gustative rosa restano ancora. Le papille fungiformi presenti nei calici gustativi, infatti, non assorbono il colorante azzurro.
Ma tornando al protagonista delle nostre tavole â lâOlio â sicuramente, un supergustatore saprebbe riconoscere un qualsiasi piatto con lâolio dâoliva, anziché un surrogato. Saprebbe persino riconoscere di quale tipo di olio si tratta, quale tipo di spremitura, e così via. Ecco, nel caso decidessi di fare lâesperimento e scoprissi dâessere una supergustatrice, mi candiderò certamente come assaggiatrice di dolci preparati con â¦olio dâoliva, ovviamente!
Nel frattempo, però, mi diverte pensare che il piacere di assaporare un cibo â un olio in questo caso â derivi da quella giostra incredibile che mescola tutti i sensi, non solo il gusto, e che la chimica perfetta sia contaminata anche dai pensieri.
Voglio dire che la partecipazione di tutti i cinque sensi, che forse sono molti di più, in realtà , mette in moto un altro potente strumento di godimento (o di disgusto, perché no?), che è la fantasia, lâimmaginazione.
Quante volte assaporando un cibo o annusando un aroma evochiamo immagini piacevoli e scene coinvolgenti? Pensate a Proust e alla sua madeleine e ai ricordi che gli rimbalzano improvvisi nella mente⦠oppure proviamo un senso di rifiuto, di nausea perché associamo quella sensazione olfattiva e gustativa ad un evento sgradevole del nostro passato...
Ecco allora che tutti i sensi collaborano alla costruzione del piacere e si fanno pensiero, non solo sapore: la vista (e non intendo il colore dellâolio, né la fisionomia della bottiglia, no⦠penso piuttosto al gesto del versare lâolio su un piatto, su una fetta di pane, un gesto lento, tondo, morbido, silenzioso, eppure al tempo stesso musicale, che anticipa il piacere più prolungato e duraturo del sapore..) e poi lâolfatto (perché non appena lâolio scivola fuori dal contenitore di vetro emana i suoi effluvi che si esaltano ancora di più quando sposano quella fetta di pane croccante in una comunione squisita e unica) e poi il tatto (non è piacevole raccogliere con la punta delle dita quellâultima goccia dâolio che scivola lungo la bottiglia⦠e sentire la sua dolcezza tra i polpastrelli? .. Del resto non a caso lâolio è anche un invito al massaggio e non solo allâassaggio!) persino lâudito partecipa al concerto dei sensi (chiudete gli occhi e ascoltate le gocce dâolio che lentamente si adagiano sul pane, sentite la fetta di pane fragrante crepitare mentre accoglie le gocce dâolio su di sè)⦠e diventa ancora maggiore a questo punto il profumo che ne emanaâ¦
Queste sensazioni sono tutti preamboli allâultimo senso chiamato in causa: il gusto. Eâ come se tutti gli altri sensi fossero dei preliminari a questâultimo, un poâ come nellâamore, appunto, piccoli gesti, piccole attenzioni che preparano e conducono lentamente verso il piacere più completo. Chi si occupa di analisi sensoriale lo sa bene ma sarebbe bello che anche i normali consumatori, profani come me, andando a fare la spesa, e poi cucinando e predisponendo i cibi nei piatti⦠facessero più attenzione a tutte quelle sfumature che, per fretta e praticità , si danno per scontate.
Insomma, anche chi non avesse una superlingua potrebbe sempre imparare ad apprezzare di più un cibo, un olio e, quindi educherebbe anche le proprie scelte dâacquisto. Non solo grazie allâetichettatura - che non dovrebbe rappresentare solo un nome ma interpretare una ricetta indice di Qualità ! - bensì anche attraverso la âriflessioneâ sensoriale⦠se posso chiamarla cosi, cioè quellâattenzione profonda a tutti quei messaggi che il corpo riceve dal cibo, dallâolio, e che trasmette alla mente.
Questo sì che sarebbe un piacere consapevole, nel senso più completo!
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Dagli olivi di San Lorenzo Maggiore arriva la prima "carta d'identità" chimica e spettroscopica dell'olio
Uno studio dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato 45 oli di piccoli produttori della Valle Telesina: la maggior parte rientra nei limiti individuali di acidità e perossidi, quattro campioni li superano. L'ATR-FTIR si conferma strumento rapido di fingerprinting
25 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
HACCP nelle olive da tavola: ecco due metodi di valutazione del rischio
Una ricerca condotta su un impianto industriale di Siviglia mette a confronto la matrice 4×4 e l'analisi FMEA applicate alla produzione delle olive verdi alla spagnola e delle olive nere alla californiana: entrambi gli strumenti individuano gli stessi pericoli significativi, ma con sensibilità diverse
25 ottobre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Ecco come si distinguono le varietà di olivo: la morfo-anatomia fogliare come strumento per scegliere le cultivar
Differenze significative tra le varietà di olivo per area fogliare (339-872 mm²), spessore della lamina (331-489 µm), densità dei tricomi (71-206 per mm²) e rapporti tra tessuti fotosintetici e di conduzione. Emergono due strategie funzionali distinte, una "acquisitiva" e una "conservativa"
24 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Olio d'oliva, l'Italia a due velocità: il 100% italiano vola ma le private label dettano legge e i prezzi affondano
Il mercato dell'olio extravergine di oliva complessivo arretra (-0,8% a volume, -7,4% a valore), mentre il segmento tricolore cresce a doppia cifra. Il prezzo medio/litro crolla del 30%: la promozione vale ormai l'80-90% dei volumi
23 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Ecco come l'oliveto ricorda la siccità e perché la fioritura del prossimo anno si decide oggi
Ricostruito il percorso di recupero dell'oliveto dopo siccità prolungata. Evidente che la resilienza dell'olivo nasconde una trappola gestionale: l'acqua torna nei tessuti in pochi giorni, ma chiome, gemme e produzione richiedono mesi o intere stagioni
23 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Olivo in asciutto e colture intercalari, ecco cosa conviene fare in campo
E' davvero economicamente conveniente la coltura intercalare? Le leguminose funzionano meglio dei cereali, e l'olivo paga un prezzo contenuto con circa il 10% di produzione in meno, che con le leguminose si annulla
23 ottobre 2026 | 14:00