L'arca olearia
Prezzi dell'olio italiano ai massimi storici, ma c'è da fidarsi?
Perchè le quotazioni sono schizzate così in alto, tanto da toccare una differenza con l'extra vergine spagnolo di un euro? Ecco un'analisi del mercato e le prospettive per le prossime settimane
18 dicembre 2010 | T N
A partire dai primi giorni di novembre si è assistito a un incremento costante delle quotazioni dell'extra vergine italiano sulla piazza di Andria.
Al contrario, in Spagna, i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili, con prezzi simili a quelli precedenti la campagna olearia.

Come sempre non esiste una sola spiegazione per questo fenomeno ma una concomitanza di cause.
In Spagna la campagna olearia procede molto lentamente e con forte ritardo specialmente nelle aree di pregio. Le giacenze riescono tuttavia a sopperire bene alle esigenze del mercato in queste settimane, mantenendo stabile il prezzo.
Anche in Italia la campagna è fortemente ritardata dal maltempo che ne sta condizionando l'andamento sia sotto il profilo qualitativo sia quantitativo. Le giacenze in Italia erano modestissime, non riuscendo quindi a compensare le necessità di queste prime settimane di campagna olearia. A fronte di un'offerta ridotta vi è l'aumento dei prezzi.
Quantità modeste e qualità inferiore alla media degli ultimi anni. Se non sotto il profilo chimico, anche se degli attacchi tardivi di mosca hanno influito, sicuramente sotto quello organolettico, con extra vergini dal fruttato più leggero e un carico fenolico certamente modesto.
L'accordo Unaprol-Mataluni ha portato ad acquisti importanti di olio 100% italiano a un prezzo di 3,5 euro/kg, con la conseguenza di diminuire ancor più le disponibilità di olio italiano di qualità .
Una situazione che è destinata a durare?
Secondo i principali analisti e buyer la differenza di prezzo fisiologica tra olio italiano e spagnolo dovrebbe essere di 40-50 centesimi al chilogrammo.
L'attuale situazione non dovrebbe quindi essere destinata a durare per molto.
Non appena le nuove produzioni di pregio spagnole, delle cultivar Hojblanca e Manzanilla, che competono, nella formazione del blend, con il 100% italiano, saranno massicciamente sul mercato, ci si attende una progressiva diminuzione delle quotazioni dell'extra vergine italiano.
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