Bio e Natura

Piante a crescita infinita, possibile grazie alla ricerca italiana

La prestigiosa rivista Science pubblica nuovamente lo studio di un team italiano sul controllo dell’espressione genica. In particolare sullo sviluppo delle piante

06 dicembre 2008 | T N

Un team di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma ha messo a punto uno studio che consentirebbe di regolare l’espressione genica relativo allo sviluppo delle piante.
In altre parole, come spiegato da Sabrina Sabatini, responsabile della ricerca: “acceleriamo il processo di evoluzione: modificando i geni stessi della pianta otteniamo in due anni quello che in natura richiederebbe tempi lunghissimi".

Lo studio è stato condotto dal gruppo di Paolo Costantino, del dipartimento di Genetica e biologia molecolare e accademico dei Lincei. I ricercatori sono riusciti a scoprire il segreto che regola l'equilibrio fra i due principali fattori di crescita delle piante, gli ormoni auxina e citochinina: insieme controllano la crescita delle cellule, regolandone la divisione e il differenziamento, e di conseguenza la crescita degli organi della pianta.

E’ noto che è l’equilibrio ormonale a determinare lo sviluppo della pianta. Due gli ormoni coinvolti, l’auxina, che presiede allo stadio giovanile, e la citochinina per la fase adulta.
Per la prima volta questo complesso quadro di istruzioni molecolari che regola lo sviluppo delle piante è finalmente chiaro e l'uomo può intervenire in quella "zona di transizione", come la chiamano i ricercatori, nella quale si decide il destino della pianta.

"Aumentando o riducendo i livelli di ciascun ormone – conclude la Sabatini - diventa possibile modificare le dimensioni degli organi della pianta. Per esempio, si possono ottenere piante con radici più lunghe, in modo che raggiungano le falde acquifere e riescano a sopravvivere in terreni aridi. O si possono produrre piante con radici molto corte, in modo che non raggiungano zone ad alta salinità".

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