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Addio all'estate molto precoce

Addio all'estate molto precoce

Nelle prossime due settimane, appare possibile il rischio di avere un meteo meno stabile rispetto alla media. La calura sarà intervallata, specie al Nord Italia, da improvvisi temporali

24 luglio 2025 | 09:00 | C. S.

Le ultime elaborazioni del Centro Meteo Europeo sono eloquenti: avremo una sorta di “rottura della stagione estiva”, un’apertura a nuove crisi del bel tempo infinito che abbiamo sperimentato in questi anni tra luglio e agosto.

La causa è attribuibile a una forza inusuale delle correnti oceaniche, alimentate dalle calde acque dell’Oceano Atlantico tra Francia e Isole Britanniche, ma attenzione, tutto questo non comporterà la fine della stagione estiva, che nella sua complessità proseguirà assai avanti nel tempo, quasi certamente anche in settembre e parte di ottobre. Ma lo schema climatico, detto in meteorologia pattern, sta cambiando. E lo sottolinea l’esperienza Andrea Meloni, fondatore di MeteoGiornale.it e TempoItalia.it, che da giorni segue con accuratezza i vari modelli matematici.
Andrea dice: siamo fuori dagli schemi tradizionali di fine luglio e dei primi giorni di agosto; questa situazione, seppur in un contesto di temperature più elevate rispetto allora, ricorda addirittura un contesto vissuto nell’estate 1995.

La prima criticità si realizzerà in questa settimana, mentre aria caldissima, rovente, si dirigerà nuovamente verso la Sicilia e il Sud Italia, ma parzialmente anche la Sardegna; aria oceanica comincerà a influenzare il Nord Italia, questo da subito, dove vedremo esplodere temporali sempre più frequenti nella giornata di mercoledì e giovedì, e ci sarà un drastico abbassamento della temperatura, mentre il Sud Italia, il settore centro meridionale della Sardegna e la Sicilia patiranno una nuova recrudescenza del caldo africano.
Ma, nel frattempo l’aria oceanica inizierà a erodere il settore settentrionale e occidentale dell’alta pressione africana e venerdì la temperatura scenderà anche severamente al Centro Sud Italia, Sardegna e Sicilia, concludendo questo evento di caldo.

Temporali sporadici si potrebbero verificare in molte regioni della Penisola, in Sardegna e più occasionalmente in alcune località della Sicilia. Ma non avremo maltempo tale da rovinare le ferie di chi è già partito o sta per partire, ma di certo il meteo cambierà. Ci sarà vento, e questo potrebbe dare fastidio soprattutto in mare. Tuttavia, anche le temperature altissime non sono di certo favorevoli per una vacanza. Martedì 22, in Sicilia, si è toccato un picco massimo estremo di 46°C; lunedì, in Sardegna, 42°C. L’afa da giorni si faceva sentire anche nelle Prealpi, così come il caldo torrido sui monti appenninici. Il cambiamento attenuerà diffusamente la calura.

Però, più avanti nei giorni, ma questo sarà da confermare, altre bolle d’aria calda africana potrebbero risalire dal Nord Africa e generare altre onde di calore, ma allo stesso tempo, essere intervallata da altra aria oceanica ch potrebbe giungere nel Mediterraneo anche alla fine di questo mese e nei primi giorni di Agosto, e dare innesco a improvvisi temporali.

I temporali in area mediterranea durante la fine di luglio e i primi di agosto sono rarissimi, essendo questo il periodo più asciutto e soleggiato dell’anno. Infatti, come si diceva prima, lo scenario prospettato dal Centro Meteo Europeo ha dei precedenti molto lontani.

Quindi, perlomeno nelle prossime due settimane, appare possibile il rischio di avere un meteo meno stabile rispetto alla media a cui ormai ci siamo abituati. La calura sarà intervallata, specie al Nord Italia, da improvvisi temporali, con qualche episodio temporalesco che lo troveremo anche più a sud.

Questa novità non va considerata come un pessimo meteo per il boom dei vacanzieri, anzi, avremo un clima complessivamente migliore per tutti: meno afa, meno caldo, maggiori possibilità di stare all’aria aperta senza patire quel caldo asfissiante che molti italiani hanno sperimentato. Chi rimane a casa o in città, potrà uscire di casa senza quel caldo che abbiamo ancora addosso in molte aree d’Italia

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