Bio e Natura
Ecco perchè il grano antico è competitivo e vigoroso
Nella selezione dell'antichità gli agricoltori preferifano grani vigorosi, a crescita rapida, per un controllo naturale delle malerbe. L'agricoltura moderna favorisce invece le piante meno competitive, dando priorità alla resa
09 aprile 2026 | 15:00 | R. T.
Una nuova ricerca suggerisce che l'addomesticamento del grano è stata modellata da un'intensa lotta evolutiva per la luce e lo spazio. Questa competizione ha spinto le prime colture a sviluppare tratti che li hanno aiutati a superare e superare le piante vicine, offrendo nuove informazioni su come le colture si evolvono e su come potrebbero essere migliorate in futuro.
Lo studio, condotto dal Dr. Yixiang Shan e il professor Colin Osborne dell'Università di Sheffield, hanno coinvolto collaboratori dell'Università autonoma di Madrid, dell'Università King Juan Carlos e dell'Università di Wageningen. Il team ha studiato come le piante selvatiche hanno risposto alla coltivazione umana precoce e ha scoperto che le pratiche agricole favorivano fortemente gli individui che potevano competere in modo più efficace rispetto ai loro antenati selvatici.
Pubblicata su Current Biology, la ricerca mostra che piantare semi in campi organizzati ha creato un ambiente altamente competitivo. In circa 1.000-2.000 anni, le piante che potevano crescere più velocemente e dominare i loro vicini avevano maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi. Questo processo ha portato all'emergere di quelli che i ricercatori descrivono come tipi "guerrieri" nelle prime varietà di grano.
Rispetto al grano selvatico, le varietà addomesticate precocemente erano molto più brave a competere per le risorse in campi affollati. Hanno sviluppato tratti fisici che hanno dato loro un vantaggio, tra cui foglie più grandi, crescita più eretta e la capacità di continuare a crescere anche quando sono circondati da altre piante.
Lo studio evidenzia un importante cambiamento nel modo in cui il grano si è evoluto nel tempo. Mentre le varietà antiche sono state modellate da un'intensa competizione, il grano duro "elite" moderno è stato allevato per essere meno aggressivo. Nei sistemi agricoli di oggi, gli agricoltori si affidano a erbicidi e fertilizzanti per gestire le risorse, riducendo la necessità che le piante competano direttamente.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Mango più freschi a lungo, scoperto il segreto dei 12°C per ridurre gli sprechi
La ricerca dell’Università di Hainan svela perché questa temperatura rallenta la maturazione e attiva le difese naturali del frutto, rivoluzionando il trasporto dei tropicali. Una buona notizia per chi ama i mango e per chi li produce
26 maggio 2026 | 10:00
Bio e Natura
Le varietà di ciliegie più resistenti a insetti dannosi
Notevole impatto dell’andamento stagionale: un clima più secco e con minore piovosità (come, ad esempio, nel 2024) consente al frutto di aumentare il grado zuccherino e la sua compattezza, caratteristiche che insieme conferiscono una maggiore resistenza
25 maggio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Il cambiamento climatico ridisegnerà le foreste europee: le conifere perdono competitività, latifoglie in espansione
Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente
24 maggio 2026 | 10:00
Bio e Natura
Aumenta la produzione italiana di grano duro ma anche quella mondiale
Produzione nazionale a 3,8 milioni di tonnellate grazie alle buone performance in Puglia e Basilicata. Le fragilità: meno investimenti, più fitopatie e incertezze qualitative
21 maggio 2026 | 14:30
Bio e Natura
Grano duro: come non lavorazione e rotazioni colturali stanno cambiando la cerealicoltura
La combinazione tra minima lavorazione del suolo e rotazioni leguminose può aumentare fino al 40% la resa del frumento duro. Restano però aperte alcune criticità sulla qualità proteica della granella e sulla gestione dell’azoto
20 maggio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Cereali italiani sotto stress climatico: il mais si adatta, il grano resta vulnerabile
Uno studio dell’Università di Milano mostra che il mais italiano ha ridotto del 65% la propria sensibilità al caldo estremo grazie a irrigazione, ibridi e innovazione agronomica. Più critico il quadro per frumento tenero e duro
19 maggio 2026 | 14:00