Bio e Natura

Boom di semine per il grano duro, i legumi e la colza

Rilevanti le riduzioni per girasole, barbabietola da zucchero e soia. Le scelte aziendali condizionate dalle quotazioni delle commodities ma anche da Pac e disaccoppiamento

22 marzo 2008 | T N

Nell’annata agraria 2007/2008 aumenteranno notevolmente le superfici coltivate a cereali. L’incremento riguarderà, in particolare, il frumento duro (+20,1%) e tenero (+8,9%), l’orzo (+11,3%) e il mais da granella (+3,8%). L’unico segno meno si registrerà nel comparto risicolo (-1,1%).

È quanto reso noto dall’Istat in base ai risultati dello studio sulle previsioni di semina delle principali colture erbacee.

Per quanto riguarda le colture in aumento, una crescita significativa dovrebbe interessare anche le superfici destinate alla coltivazione di legumi secchi, principalmente fagioli e fave (+17%), e quelle investite a patate (+10,4%).

Secondo le previsioni, dovrebbero invece conoscere una marcata riduzione le superfici investite a girasole (-16,8%), barbabietola da zucchero (-16,6%) e soia (-14,5%). Variazioni negative si registrano anche per i semi oleosi ad eccezione della colza (+38,1%). Una diminuzione, questa, che secondo gli esperti dell’Istat è legata alla maggiore redditività congiunturale delle colture cerealicole e al ritardo nell’attuazione del regime fiscale agevolato a sostegno della filiera delle energie rinnovabili.

Per quanto riguarda il pomodoro, invece, le intenzioni di semina mostrano un andamento positivo anche se notevolmente contenuto (+0,9%).

Per quanto riguarda il tabacco i dati dell’Istituto di statistica rivelano che, dal punto di vista territoriale, si dovrebbe verificare un calo dello 0,9% nel Nord-Est, dello 0,2% al Centro e del 2,1% al Sud.

Per la filiera verde si registra un calo territorialmente omogeneo, l’analisi mostra andamenti discordanti per quanto riguarda il mais da foraggio, che registra una crescita soltanto nel Nord-ovest (+6,6%), rispetto al calo osservato soprattutto nel Centro (-4,6%) e nel Mezzogiorno (-10,6%).

Secondo l’Istituto di statistica, in definitiva, le scelte delle aziende sembrano tenere conto delle novità della passata campagna agraria dall’applicazione della nuova Pac, al disaccoppiamento, passando per il ridimensionamento della quota di produzione di zucchero, la rivalutazione del prezzo del frumento per effetto della riduzione delle scorte Ue e la sospensione temporanea del regime di aiuto per il mantenimento dei terreni a riposo (set-aside).

Fonte: Istat

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