Bio e Natura
I cambiamenti climatici mettono a rischio caffè, cioccolato e vino
Fosse anche possibile raffreddare il pianeta il destino delle colture di vino, caffè e cacao rimane incerto a causa della mancata stabilizzazione delle precipitazioni erratiche e dell'umidità che devastano la produttività
18 novembre 2025 | 10:00 | T N
Un nuovo studio su Environmental Research Letters rileva che anche i metodi di intervento climatico più avanzati potrebbero non essere in grado di proteggere l'uva da vino, il caffè e il cacao da un pianeta che cambia. Queste colture sono pietre angolari dell'agricoltura globale e fonti di reddito vitali per milioni di agricoltori. Eppure sono sempre più a rischio mentre i cambiamenti climatici si intensificano. L'aumento delle temperature e le precipitazioni irregolari hanno causato importanti oscillazioni delle rese delle colture di anno in anno, lasciando i produttori incerti sui loro raccolti e minacciando la stabilità delle economie locali.
Il team di ricerca si è concentrato su una tecnica di geoingegneria proposta nota come Stratospheric Aerosol Injection (SAI). Questo concetto sperimentale mira a raffreddare il pianeta rilasciando particelle riflettenti nell'atmosfera superiore, imitando il raffreddamento temporaneo che si verifica dopo grandi eruzioni vulcaniche. Gli scienziati hanno valutato se SAI potrebbe aiutare a stabilizzare le condizioni per la coltivazione di uva, caffè e cacao nelle principali aree di coltivazione in Europa occidentale, Sud America e Africa occidentale.
Per testare questa idea, i ricercatori hanno modellato le condizioni climatiche dal 2036 al 2045 in 18 importanti regioni produttrici di colture. Hanno valutato come la SAI potrebbe influenzare la temperatura, le precipitazioni, l'umidità e il rischio di malattie per determinare la futura idoneità delle colture. Mentre SAI ha ridotto con successo le temperature superficiali, non ha costantemente preservato le condizioni favorevoli richieste per rendimenti sani. Solo sei delle 18 regioni studiate hanno mostrato un miglioramento significativo rispetto a uno scenario futuro senza SAI.
Le precipitazioni imprevedibili e lo spostamento dei livelli di umidità si sono rivelati i maggiori ostacoli al successo di SAI. Sebbene l'intervento potesse raffreddare il pianeta, è stato molto meno efficace nel moderare i livelli di umidità o prevenire eventi meteorologici estremi come le inondazioni. Di conseguenza, le rese delle colture e le proiezioni del reddito agricolo sono rimaste instabili anche in condizioni di SAI.
"Ridurre la temperatura con SAI da solo non è sufficiente", ha spiegato il co-autore Dr. Ariel Morrison. "Ad esempio, le specie di cacao, mentre più tolleranti delle temperature calde rispetto al caffè e all'uva, sono altamente sensibili ai parassiti e alle malattie causate da una combinazione di alte temperature, precipitazioni e umidità. Anche la variabilità climatica naturale non può essere ignorata: porta a una vasta gamma di risultati nello stesso scenario SAI che potrebbe influenzare i mezzi di sussistenza degli agricoltori che coltivano cacao, caffè e uva."
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
L’alternativa naturale ai conservanti della maionese è il resveratrolo
Il resveratrolo allo 0,2% eguaglia le prestazioni del BHT nel controllo dell’ossidazione della maionese durante 4 settimane di stoccaggio a 28 °C, mantenendo invariate le proprietà sensoriali. Un passo avanti verso etichette più pulite e prodotti più stabili
07 maggio 2026 | 14:00
Bio e Natura
Dai rifiuti urbani ai funghi gourmet: la start up degli studenti della Lumsa
Si chiama Fungo Futuro il progetto nato dalla tesi e dalla visione imprenditoriale di Anna Maria Stefani, Cristiana Merli e Mattia Perasole. Pleurotus e Shiitake crescono su substrati a partire da fondi di caffè, bucce di verdura e scarti vegetali raccolti da bar, ristoranti e aziende agricole
06 maggio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Grano duro, sostenibilità e redditività: il confronto integrato e biologico nel sud Italia
L’analisi comparata tra integrato e biologico mostra differenze rilevanti in termini di consumi energetici, impatti ambientali, utilizzo di input chimici e marginalità economica. Dai dati emerge un quadro complesso: il biologico riduce emissioni e consumo di risorse, ma presenta rese inferiori e margini ancora meno competitivi
05 maggio 2026 | 14:00
Bio e Natura
I fiori di calendula diventano il cibo proteico di domani
I fiori di calendula sono ampiamente coltivati, ma si stima che il 40% della produzione venga scartato come rifiuto, specialmente dopo l’uso ornamentale. E' possibile invece dar loro nuova vita trasformandoli in proteine vegetali
04 maggio 2026 | 14:00
Bio e Natura
Nasce il primo pane di frumento “gluten free”: svolta dal Cnr
A differenza dei prodotti senza glutine attualmente in commercio, realizzati con farine naturalmente prive di glutine come riso o mais, il nuovo pane parte dal frumento. Il glutine viene trattato attraverso un enzima di grado alimentare che ne modifica la struttura
02 maggio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Esposizione ai pesticidi legata al 150% di rischio di cancro più elevato
Vivere in ambienti pesanti di pesticidi potrebbe aumentare il rischio di cancro fino al 150%, anche quando le sostanze chimiche sono considerate “sicure”. Queste miscele possono danneggiare silenziosamente le cellule anni prima che il cancro appaia
30 aprile 2026 | 12:00