Bio e Natura
Caldo estremo ed eventi meteo disastrosi in estate: l'impatto sui vigneti
L'anticiclone delle Azzorre è stato sostituito da quello africano, con temperature più elevate, alta radiazione solare e l'inibizione delle fresche brezze di mare
24 luglio 2023 | T N
Un'ondata di calore eccezionale per intensità e durata ha interessato gran parte del Mediterraneo e l'Italia a metà luglio 2023.
Responsabile della calura estrema è l'espansione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa meridionale, con una massa d'aria subtropicale al suo interno avente temperature raramente (talora mai) viste in Italia, specie al Centro-Sud, con valori di 8-12 °C sopra la media di metà luglio.
Valori di questo tipo, con il concorso dell'intensa radiazione solare e talora di lievi venti di caduta o comunque "di terra" in grado di inibire le più fresche brezze di mare, hanno portato moltissime località del Centro-Sud e delle isole a superare i 40 °C di temperatura massima, con punte superiori a 45 °C nelle arroventate zone interne di Sicilia e Sardegna.
Si individuano similitudini, soprattutto per la lunga durata, con l'episodio di fine luglio 1983, che per temperature massime estreme è stato tuttavia superato in Sardegna, imbattuto invece al Nord.
Quella appena iniziata si preannuncia come l'estate più calda degli ultimi decenni: “Un grosso anticiclone africano domina la nostra penisola. Ormai, dopo il 2003 è diventato una presenza costante delle nostre estati. In quell'anno, per la prima volta abbiamo avuto 40 gradi a Torino, 40 a Milano, 40 a Parigi, temperature che prima non si erano mai viste”. ha sottolineato Luca Mercalli su LaStampa.
Secondo il climatologo, se la situazione dovesse rimanere invariata "i vigneti del Piemonte non ci saranno più, faremo datteri. Se vogliamo essere efficaci dobbiamo intervenire entro il 2030: è come una malattia, non si può più perder tempo".
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