Bio e Natura
Le malattie fungine mettono a rischio la sicurezza alimentare mondiale
Impatto devastante delle malattie fungine sull'approvvigionamento alimentare globale, a meno che le agenzie di tutto il mondo non si uniscano per trovare nuovi modi per combattere le infezioni
05 maggio 2023 | T N
In tutto il mondo, i coltivatori perdono ogni anno tra il 10 e il 23% dei loro raccolti a causa di infezioni fungine, nonostante l'uso diffuso di antimicotici. Un ulteriore 10-20% viene perso dopo il raccolto. In un commento pubblicato su Nature, gli studiosi prevedono che queste cifre peggioreranno perché il riscaldamento globale significa che le infezioni fungine si stanno spostando costantemente verso i poli, con un maggior numero di Paesi che probabilmente vedrà una maggiore prevalenza di infezioni fungine che danneggiano i raccolti. I coltivatori hanno già segnalato infezioni di ruggine del grano - che normalmente si verificano nel Mediterraneo e ai tropici - in Irlanda e in Inghilterra. Gli esperti avvertono inoltre che la tolleranza alle temperature più elevate nei funghi potrebbe aumentare la probabilità che i patogeni opportunisti che vivono nel suolo saltino gli ospiti e infettino gli animali o l'uomo.
Le malattie fungine mettono a rischio la sicurezza alimentare mondiale
In tutto il mondo, la sicurezza alimentare è destinata ad affrontare sfide senza precedenti, poiché l'aumento della popolazione comporta una maggiore domanda. Nelle cinque colture caloriche più importanti, riso, grano, mais, soia e patate, le infezioni causano perdite che equivalgono a una quantità di cibo sufficiente a fornire a circa 600 milioni di persone 2.000 calorie al giorno per un anno.
Il commento evidenzia una "tempesta perfetta" che sta causando la rapida diffusione delle infezioni fungine. Tra i fattori c'è il fatto che i funghi sono incredibilmente resistenti, rimanendo vitali nel suolo fino a 40 anni, con spore trasportate dall'aria che possono viaggiare tra i continenti. Inoltre, sono estremamente adattabili, con una diversità genetica "fenomenale" tra le specie. Le moderne pratiche agricole comportano vaste aree di colture geneticamente uniformi, che forniscono il terreno ideale per l'alimentazione e la riproduzione di un gruppo di organismi così prolifico e in rapida evoluzione.
L'uso sempre più diffuso di trattamenti antifungini che mirano a un singolo processo cellulare fungino implica che i funghi possono generare fenomeni di resistenza a questi fungicidi, in modo che non siano più efficaci. Ciò costringe gli agricoltori a utilizzare concentrazioni sempre più elevate di fungicidi nel tentativo di controllare l'infezione, il che può accelerare il ritmo di sviluppo della resistenza.
Tuttavia, c'è qualche motivo di speranza. Nel 2020, un team dell'Università di Exeter ha scoperto una nuova chimica che potrebbe aprire la strada a un nuovo tipo di antifungino che agisce su diversi meccanismi, rendendo molto più difficile per i funghi sviluppare resistenza.
Anche le pratiche agricole potrebbero essere la chiave del cambiamento, dopo che uno studio condotto in Danimarca ha dimostrato che è promettente piantare miscele di semi con una serie di geni resistenti alle infezioni fungine. Anche la tecnologia potrebbe rivelarsi cruciale, con l'intelligenza artificiale, la citizen science e gli strumenti di telerilevamento come i droni che consentono di individuare e controllare tempestivamente i focolai.
Nel complesso, la protezione delle colture mondiali dalle malattie fungine richiederà un approccio molto più unificato, che riunisca agricoltori, industria agricola, selezionatori di piante, biologi, governi, responsabili politici e finanziatori.
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