Bio e Natura

Una farina salutare e priva di glutine dalle patate dolci

Una farina salutare e priva di glutine dalle patate dolci

Le patate dolci sono tuberi ricche di antiossidanti e sostanze nutritive, oltre che di un sapore leggermente dolce che possono divenire utili farine senza glutine

17 febbraio 2023 | T N

Le patate dolci arancioni e amidacee sono ottime in purè, tagliate a patatine o semplicemente arrostite intere. Ma probabilmente non avete mai pensato di macinarle in una farina e di cuocerle per ottenere biscotti o altri prodotti da forno.

Una recente ricerca, pubblicata su ACS Food Science & Technology, ha rivelato il metodo migliore per trasformare le patate dolci in farine senza glutine, ricche di antiossidanti e perfette per addensare o cuocere.

La farina di frumento è stata utilizzata per decine di migliaia di anni e probabilmente non scomparirà presto. Ma per coloro che sono intolleranti al glutine o celiaci, le proteine del glutine presenti nella farina di frumento possono causare mal di stomaco, nausea e persino danni intestinali. Sono già disponibili o in fase di sviluppo diverse opzioni senza glutine, tra cui quelle a base di bucce di banana, mandorle e vari cereali. Ma un concorrente emergente è quello derivato dalle patate dolci: questo tubero sostanzioso è ricco di antiossidanti e sostanze nutritive, oltre che di un sapore leggermente dolce e di una nota di colore.

Una farina salutare e priva di glutine dalle patate dolci

Prima che possa diventare un ingrediente comune nei prodotti da forno acquistati, è necessario stabilire le migliori pratiche per la lavorazione della farina.

Ofelia Rouzaud-Sández e colleghi hanno quindi voluto studiare come due temperature di essiccazione e processi di macinazione influissero sulle proprietà della farina di patate dolci arancioni.

Per creare le loro farine, il team ha preparato campioni di patate dolci arancioni (Ipomoea batatas) essiccate a 122 o 176 gradi e poi macinate una o due volte. Hanno analizzato molti parametri per ciascun campione, confrontandoli con la farina di patate dolci acquistata in negozio e con quella di grano tradizionale. Indipendentemente dalla temperatura di essiccazione, la macinazione una volta ha danneggiato una quantità di amido sufficiente a renderla ideale per i prodotti fermentati, come il pane senza glutine. La doppia macinazione ha ulteriormente alterato la cristallinità dell'amido, producendo agenti addensanti ideali per porridge o salse. Quando è stato cotto in una pagnotta di pane, il campione essiccato ad alta temperatura e macinato una sola volta presentava una maggiore capacità antiossidante rispetto alla versione acquistata in negozio e alla farina di frumento.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Macinare meglio per cuocere più sicuro: la sfida all’acrilammide parte dal mulino

Uno studio italiano dimostra che ricombinare le frazioni di macinazione permette di ridurre fino al 30% l’asparagina libera nelle farine integrali, il precursore chiave dell’acrilammide. Senza cambiare tipo di farina né qualità compositiva

14 ottobre 2026 | 14:00

Bio e Natura

Troppa burocrazia e pochi incentivi: perché le aziende agricole non diventano bio

Uno studio dell'Università della Tuscia ha effettuato una simulazione su 578 imprese agricole: aumentare i contributi Ue del 40% farebbe crescere la superficie biologica solo del 12%. Le grandi aziende e quelle cerealicole rispondono meglio, gli allevamenti restano fermi. Servono assistenza tecnica e accesso al mercato, non solo soldi

13 ottobre 2026 | 12:00

Bio e Natura

Formaggi e latte hi-tech, ecco cosa dice davvero la ricerca

Latte ottenuto con fermentazione di precisione e carne coltivata sono tecnologie biologicamente possibili, ma secondo uno studio presentato dall’Università Cattolica restano aperte importanti questioni su efficienza produttiva, sostenibilità, sicurezza e valore nutrizionale. Il confronto con latte e formaggi tradizionali

09 ottobre 2026 | 11:00

Bio e Natura

Sui cereali la stretta del clima e della logistica riaccende i prezzi: il grano torna sotto osservazione

La FAO prevede per il 2026 un raccolto mondiale di cereali pari a 2,979 miliardi di tonnellate, il 2,1% in meno rispetto al record del 2025. In Italia il frumento duro si muove già su valori superiori a 240-280 euro/t. Nel medio termine il mercato appare orientato a una maggiore volatilità

08 ottobre 2026 | 16:00

Bio e Natura

Colture legnose, la superficie mondiale raggiunge 105 milioni di ettari

Dal 2022 la superficie dei principali coltivi legnosi è cresciuta del 43,7%. Cambia anche il modello produttivo: i sistemi intensivi e ad alta densità superano per la prima volta quelli tradizionali, mentre aumenta l’interesse di fondi e investitori

02 ottobre 2026 | 12:00 | Vilar Juan

Bio e Natura

Lieviti per la birra analcolica: più aroma e meno alcol

Undici ceppi di lievito sono stati valutati per capire quali siano più adatti a produrre birre analcoliche con profili aromatici distintivi. La scelta del lievito può diventare uno strumento di progettazione dello stile, non soltanto un mezzo per limitare la produzione di etanolo

02 ottobre 2026 | 10:00