Bio e Natura

IL MONDO DEL BIOLOGICO SI SPACCA, L’AIAB DECIDE DI USCIRE DA FEDERBIO E LANCIA VELENI. PRONTA LA RISPOSTA DI CARNEMOLLA CHE ACCUSA FERRANTE DI VOLERSI ASSERVIRE ALLA COLDIRETTI

Dopo le polemiche sulla soglia di contaminazione da Ogm e le reciproche critiche, ecco lo strappo, nell’aria già da diversi mesi, avvenuto a Viareggio. Si definiscono così con più chiarezza le diverse anime del bio. Resta un interrogativo, può un settore tanto piccolo, una nicchia di mercato, permettersi di presentarsi diviso e quindi vulnerabile?

30 giugno 2007 | Alberto Grimelli

Quanto accaduto a Viareggio non ha, in effetti, stupito nessuno anche se in pochi si attendevano un gesto così clamoroso.
Dopo la nascita di Federbio, sorta dalle ceneri della Fiao, ci si aspettava che il mondo del biologico avesse ritrovato l’unità e si presentasse compatto di fronte alle sfide presenti e future, con un rilevante peso negoziale ai tavoli istituzionali e con capacità mediatiche ben superiori rispetto a quanto potessero, e abbiano mai potuto, i singoli attori.

FederBio doveva essere un organismo rappresentativo unitario, di tutela e per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e biodinamica.
Ho utilizzato, volutamente, la coniugazione al passato perché è purtroppo certo che, dopo l’uscita dell’Aiab, la Federazione ha perso un importante tassello, una grande parte della produzione, non potendo quindi più rappresentare la filiera nel suo complesso e nella sua molteplicità.

Anche l’Aiab ha tuttavia perso molto uscendo da Federbio, ponendosi e dipingendosi come forza scissionista, interessata maggiormente a salvaguardare sé stessa e la propria esistenza, piuttosto che l’intero mondo del biologico italiano, da cui si distacca con note polemiche e qualche veleno.
Il Consiglio direttivo federale di Aiab ha infatti deliberato di interrompe ogni forma di partecipazione e delega di rappresentatività e ogni ruolo funzionale nella Federazione impegnandosi nella costruzione di un forte soggetto di rappresentanza del mondo della produzione dell'agricoltura biologica italiana.
“Federbio – ha spiegato Andrea Ferrante, Presidente Aiab - si è trovata troppo spesso ad occupare spazi, anche organizzativi e progettuali, in diretta concorrenza con i singoli soci e che troppo spesso questo tipo di sovrapposizione è stata volontariamente mirata direttamente ai danni di Aiab.”

Perché creare un’altra Federbio? Perché limitarsi alla sola sfera produttiva?
Le ipotesi e le illazioni, in questa fase delicata, sono molte, alcune delle quali fantasiose, altre, probabilmente, più realistiche.

“Ferrante non crede possibile – afferma Paolo Carnemolla, Presidente Federbio - che gli interessi legittimamente contrapposti che compongono il settore biologico e biodinamico italiano possano convivere nella Federazione per dare vita ad una rappresentanza autorevole e unitaria. Non crede però nemmeno possibile che il nostro settore possa rappresentarsi da solo, contando qualcosa in qualunque sede, e per questo sente un’esigenza incomprimibile di “contaminazione”. Non con gli Ogm, ovviamente, ma con Coldiretti. E del resto è difficile dargli torto. Come dimostra la manifestazione dello scorso 20 giugno davanti a Montecitorio o si è ospiti negli stand gialli dell’organizzazione agricola che risiede sul Colle, a pochi metri dal Quirinale, oppure non si ha dignità alcuna e questo fatto deve aver colpito l’ambizioso Presidente di Aiab e i suoi collaboratori, in cerca di ruolo e forse anche di qualcos’altro.”

La scissione di Viareggio porterà con sè numerosi strascichi polemici per lungo tempo e chi avrà da soffrirne, purtroppo, sarà il mondo del biologico che, in una fase così delicata, con tante negoziazioni aperte, si troverà privo di una posizione unitaria, alla ricerca di nuove identità e, forse, di nuove forme organizzative.

Federbio, dopo l’annuncio di Aiab di voler creare un nuovo organismo, un coordinamento tra le associazioni di produttori, ha scelto di andare avanti, proseguendo la sua politica delle alleanze, aprendosi alle realtà del territorio e non più solo nazionali e rafforzando la sua azione sui temi che per il settore sono prioritari

Le due, o più?, anime del mondo bio si troveranno, anche per motivi politici e personalistici, schierate spesso su fronti opposti, il settore si presenterà quindi diviso e vulnerabile.
Quanto accaduto a Viareggio è insensato e, agli occhi di un esterno, incredibile.
“Il settore del biologico in Italia - ha ricordato il Presidente Ifoam Gerald Hermann - sembra incapace di credere in sé stesso e nelle enormi potenzialità che presentano oggi il mercato alimentare e le politiche pubbliche.”
Cos’altro aggiungere?

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