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Una zootecnia sostenibile è possibile e conveniente

Una zootecnia sostenibile è possibile e conveniente

Possibile ridurre le emissioni del 10% in soli tre anni, anche del 15% qualora venga adottata più di una strategia di mitigazione. E' possibile quindi ridurre il carbon footprint della carne degli allevamenti italiani

12 novembre 2021 | C. S.

Anche la zootecnia sostenibile può dare il suo contributo nella battaglia globale per contenere l’impatto del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni. E’ quanto emerge dai risultati del progetto LIFE BEEF CARBON - coordinato per l’Italia dal CREA, con il suo centro di Zootecnia e Acquacoltura - che saranno presentati domani 5 novembre a partire dalle ore 9.30, in occasione del convegno Linee guida per la neutralità di carbonio negli allevamenti di bovini da carne.

Nato con l’obiettivo di ridurre del 15% le emissioni di gas ad effetto serra negli allevamenti bovini da carne in 10 anni, LIFE BEEF CARBON ha, in realtà, superato le aspettative. In Italia (uno dei paesi produttori di carne coinvolti insieme a Francia, Irlanda e Spagna) le emissioni si sono ridotte in soli 3 anni del 10% in media, del 15% qualora venga adottata più di una strategia di mitigazione.

Le misure che si sono rivelate più efficaci per la mitigazione sono risultate il miglioramento della dieta e dell’alimentazione dell’animale, la cura per il benessere, l’uso delle deiezioni zootecniche per produrre energia rinnovabile, la gestione dei reflui zootecnici per la fertilizzazione di campi. E’ stato evidenziato anche il ruolo chiave svolto dal miglioramento delle prestazioni produttive per ridurre l’intensità di emissione. Da sottolineare, infine, come l’adozione anche solo di alcune delle misure (soprattutto quelle tese al miglioramento delle condizioni di benessere degli animali) apporti vantaggi economici per l’allevatore.

Tutto ciò ha consentito, quindi, la riduzione del carbon footprint (impronta di carbonio) della carne prodotta, calcolato a partire da una serie di dati raccolti quali la superficie aziendale, gli animali allevati, le colture, l’alimentazione e il tipo di allevamento, includendo i gas ad effetto serra emessi sia nell’ambito dell’allevamento, sia per produrre i mangimi acquistati, i fertilizzanti, le sementi, i fitofarmaci, i combustibili e l’energia elettrica.

Durante il convegno, allevatori e operatori del settore riceveranno, quindi, strumenti e metodologie per la valutazione dell’impronta di carbonio a livello aziendale, applicabili sia ad un sistema di misurazione, comunicazione e verifica e sia alla costruzione di un mercato volontario delle quote di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra nel settore zootecnico.

Infine, saranno presentate le Linee guida per il raggiungimento della neutralità di carbonio negli allevamenti di bovini da carne, presto a disposizione di tutti gli allevatori sul sito del CREA, che contribuiranno a far centrare alle aziende zootecniche il traguardo della neutralità di carbonio, di arrivare cioè ad un equilibrio tra le emissioni e l’assorbimento di CO2. Si tratta del punto di partenza per l’evoluzione dell’intero settore e rappresentano un passo importante per migliorare la sostenibilità degli allevamenti da carne e dei bovini in generale, contribuendo alla strategia “Farm to fork”, secondo le indicazioni del New Green Deal europeo.

Il progetto. Life Beef Carbon “Demonstration actions to mitigate the carbon footprint of beef production in France, Ireland, Italy and Spain (Azioni dimostrative per la riduzione dell’impronta di carbonio degli allevamenti da carne in Francia, Irlanda, Italia e Spagna), della durata di 6 anni (gennaio 2016-dicembre del 2021), è nato con l’intento di ridurre del 15% le emissioni di gas ad effetto serra in 172 allevamenti innovativi distribuiti fra Francia, Irlanda, Italia e Spagna con il coinvolgimento di circa 2000 allevamenti come controllo. Il progetto, coordinato dall’Institut de l’Elevage (IDELE) francese, ha visto la partecipazione per l’Italia del CREA, come partner leader nazionale, e di due associazioni di allevatori: l’ASPROCARNE (Organizzazione Produttori Carne-Piemonte) e l’UNICARVE (Associazione allevatori carni bovine-Veneto).

Credit foto: Mechanical Bull Rental Houston

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