Bio e Natura

Anche i ricercatori possono rimanere affascinati da piante e fiori

Anche i ricercatori possono rimanere affascinati da piante e fiori

Gli steli più alti e i fiori dai colori sgargianti, attirano di più l'attenzione dei ricercatori. Analizzate 113 specie in 280 pubblicazioni negli ultimi 45 anni

13 maggio 2021 | C. S.

Uno studio, pubblicato sulla rivista internazionale Nature Plants, condotto da giovani ricercatori dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa), dell’Università Torino, dell’Università Federico II di Napoli, del Museo di scienze naturali di Berlino e della Curtin University in Australia ha rivelato che per gli scienziati “di campo” la scelta delle specie da studiare potrebbe essere influenzata da fattori estetici. Sul lungo periodo, questo potrebbe introdurre una distorsione negli sforzi di ricerca. Ma come quantificare questo bias?

Le piante hanno giocato un ruolo significativo nell'evoluzione della scienza moderna e le loro proprietà continuano ad essere al centro di importanti ricerche. “In questo studio abbiamo analizzato 280 articoli sottoposti a peer-review dedicati a 113 specie di piante tipiche delle Alpi sud-occidentali, pubblicati negli ultimi 45 anni. Abbiamo scoperto che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori ben visibili, siano tra i tratti che maggiormente attirano l'attenzione dei ricercatori”, dichiara Martino Adamo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e primo autore dello studio.

“Abbiamo osservato come le piante dai fiori blu sono molto più studiate rispetto a quelle con fiori scarsamente pigmentati (verdi o marroni). Anche l'altezza dello stelo, che in un certo senso è la capacità di una pianta di svettare tra le altre e quindi ‘farsi notare’ dall’osservatore, è un fattore di selezione importante. Al contrario, e forse paradossalmente, il rischio di estinzione delle specie e i loro tratti ecologici non influiscono sulla probabilità che una specie venga studiata”, aggiunge Stefano Mammola del Cnr-Irsa.

Si genera così un "bias estetico" negli sforzi della ricerca, sostengono gli autori. “Questo pregiudizio può avere impatti negativi in quanto può orientare gli sforzi di conservazione a favore delle piante più attraenti, indipendentemente dalla loro importanza ecologica per la salute dell'ecosistema generale”, osserva il ricercatore di UniTo Adamo. “Questi risultati hanno quindi implicazioni rilevanti per rendere più oggettiva la ricerca scientifica e, in senso ampio, per una più equa prioritizzazione delle specie da proteggere”.

Lo studio intende fornire un’occasione di ragionamento. “Il nostro lavoro non vuole essere una critica alla ricerca svolta dei colleghi, ma piuttosto uno spunto di riflessione”, conclude il ricercatore Cnr-Irsa Mammola. “Sebbene le scelte siano a volte guidate dalla comunicabilità del risultato scientifico è comunque importante riflettere sul nostro approccio alla conservazione e renderlo il più equo ed oggettivo possibile: anche un fiore marroncino contribuisce al corretto funzionamento dell’ecosistema, ed è quindi importante studiarlo e proteggerlo”.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

La cenere dell'Etna: da rifiuto costoso a fertilizzante strategico per l'agricoltura italiana

La cenere dell'Etna contiene silice, calcio, magnesio, ferro, potassio e numerosi microelementi che favoriscono l'attività dei microrganismi del terreno. Questi organismi trasformano molti nutrienti già presenti nel suolo in forme assimilabili dalle radici

01 luglio 2026 | 10:00 | Giuseppe Tizza

Bio e Natura

Non è solo la pappa reale che fa l'ape regina

Uno studio pubblicato su "Nature" rivela che lo sviluppo della regina dipende da un ambiente fisico e sociale complesso. La cella reale non è un semplice contenitore, ma una vera e propria culla ingegnerizzata che condiziona sopravvivenza e qualità dell'ape destinata a guidare l'alveare

30 giugno 2026 | 14:00

Bio e Natura

La chiave per biscotti più sicuri sta nel legame tra pratiche agronomiche e acrilammide

La scelta della lavorazione del terreno e l'uso di fungicidi possano influenzare significativamente l'accumulo di asparagina libera nel frumento, riducendo fino al 48% il precursore dell'acrilammide nei biscotti integrali

29 giugno 2026 | 16:00

Bio e Natura

Il ruolo di agricoltori e consumatori nella riduzione dei pesticidi in Europa

La riduzione dell'uso di pesticidi sintetici in Europa rappresenta una sfida cruciale. Un'indagine dell'Università Politecnica della Catalogna svela le dinamiche di mercato che potrebbero favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile

24 giugno 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il DNA nascosto svela la storia segreta delle fragole

Scoperti milioni di anni di evoluzione genomica grazie a particolari sequenze mobili del DNA. Rivelata una lunga serie di fusioni genetiche avvenute nell'arco di oltre quattro milioni di anni

23 giugno 2026 | 14:00

Bio e Natura

Una nuova tecnologia green: scarti di sughero per depurare l’acqua

Un team Cnr-Nanotec, in collaborazione con l’Università del Salento, ha sviluppato un materiale in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, ottenuto da scarti industriali di sughero. I risultati sono pubblicati sul Journal of Hazardous Materials

23 giugno 2026 | 12:00