Bio e Natura
Attenzione alle plastiche nanotecnologiche: potrebbero contaminare gli alimenti con argento
C'è preoccupazione per il trasferimento di materiali potenzialmente dannosi, come le nanoparticelle d'argento, da questi tipi di contenitori ai prodotti di consumo in particolare per conservazioni di lungo termine
04 febbraio 2021 | T N
Gli imballaggi antimicrobici vengono sviluppati per estendere la durata di conservazione e la sicurezza di cibi e bevande. Tuttavia, c'è preoccupazione per il trasferimento di materiali potenzialmente dannosi, come le nanoparticelle d'argento, da questi tipi di contenitori ai prodotti di consumo. L'argento incorporato in una plastica antimicrobica può lasciare il materiale e formare nanoparticelle in alimenti e bevande, in particolare in quelli dolci e zuccherati.
Alcuni polimeri contenenti nanoparticelle o nanocompositi possono rallentare la crescita dei microrganismi responsabili del deterioramento di cibi e bevande e delle malattie alimentari.
I ricercatori stanno studiando vari tipi di polimeri contenenti nanoparticelle che potrebbero essere incorporati nei contenitori in futuro. Studi precedenti hanno dimostrato che alcuni di questi polimeri possono rilasciare nanoparticelle, composti disciolti e ioni in simulanti alimentari a base d'acqua, ma finora si sa poco su come tali imballaggi potrebbero interagire con cibi e bevande reali. Alcuni composti dello zucchero, che sono tipici ingredienti alimentari, possono effettivamente convertire gli ioni d'argento in nanoparticelle potenzialmente dannose, e potrebbero quindi essere ingerite dagli esseri umani. Così, Timothy Duncan e colleghi hanno voluto vedere come gli ingredienti complessi negli alimenti e nelle bevande zuccherate hanno influenzato la formazione di queste nanoparticelle, sia quando sono esposti direttamente all'argento disciolto sia quando sono conservati all'interno di imballaggi con argento.
Per testare se l'argento disciolto si aggrega in complesse miscele commestibili, i ricercatori hanno inserito l'argento in alimenti e bevande liquide, tra cui soluzioni dolcificate naturalmente e artificialmente, soda, latte, succhi di frutta, yogurt e un impasto a base di amido. Le miscele sono state incubate a 140 gradi centigradi per 10 o più giorni, simulando la conservazione a lungo termine in un materiale da imballaggio. Le nanostrutture sono state rilevate a due concentrazioni di argento, una alla scala prevista dalla lisciviazione a contatto con i polimeri e l'altra a una concentrazione irrealisticamente alta, permettendo al team di monitorare la formazione di nanoparticelle a occhio. I liquidi zuccherati con amidi, citrati e grassi avevano la maggior parte delle nanoparticelle, mentre i liquidi acidi inizialmente formavano aggregati d'argento che poi si dissolvevano. In un altro esperimento, i ricercatori hanno conservato acqua e due liquidi zuccherati in piccole confezioni di polimero di polietilene con argento a 40 gradi per 15 giorni. C'è stato un rilascio iniziale di argento dissolto dalla superficie del polimero, ma solo le soluzioni zuccherate hanno sostenuto un'ulteriore lisciviazione e la creazione di nanoparticelle.
I ricercatori hanno concluso che l'esposizione dietetica alle nanoparticelle d'argento è possibile dagli alimenti zuccherati e dalle bevande confezionate in materiali antimicrobici nelle condizioni tipiche della conservazione a lungo termine.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Il ruolo di agricoltori e consumatori nella riduzione dei pesticidi in Europa
La riduzione dell'uso di pesticidi sintetici in Europa rappresenta una sfida cruciale. Un'indagine dell'Università Politecnica della Catalogna svela le dinamiche di mercato che potrebbero favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile
24 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Il DNA nascosto svela la storia segreta delle fragole
Scoperti milioni di anni di evoluzione genomica grazie a particolari sequenze mobili del DNA. Rivelata una lunga serie di fusioni genetiche avvenute nell'arco di oltre quattro milioni di anni
23 giugno 2026 | 14:00
Bio e Natura
Una nuova tecnologia green: scarti di sughero per depurare l’acqua
Un team Cnr-Nanotec, in collaborazione con l’Università del Salento, ha sviluppato un materiale in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, ottenuto da scarti industriali di sughero. I risultati sono pubblicati sul Journal of Hazardous Materials
23 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Risposta all’azoto in frumento tenero e duro: il ruolo del tillering è davvero determinante?
A parità di stato azotato, il frumento tenero mantiene un vantaggio stabile in numero di spighe e granella rispetto al duro, suggerendo che le differenze tra specie siano principalmente costitutive e non guidate dalla sola risposta dell’accestimento all’azoto
22 giugno 2026 | 16:00
Bio e Natura
La salvaguardia del suolo come nuovo asset produttivo e ambientale in grado di generare valore
Oggi l’unico settore in grado di assorbire CO2 è la gestione del suolo. L'incremento del sequestro di carbonio rappresenta una necessità prioritaria per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura
22 giugno 2026 | 11:00
Bio e Natura
Lattuga rossa diventa verde con il genome editing e aumentano i flavonoidi benefici
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba ha trasformato una lattuga a foglie rosse in una varietà dal colore verde smeraldo, intervenendo con il genome editing. Non solo estetica: aumentano infatti altri composti antiossidanti, come la quercetina
21 giugno 2026 | 12:00