Bio e Natura

SUL BIODIESEL SI ACCENDONO I PRIMI FUOCHI. IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE CONTRO L’AGENZIA DELLE DOGANE

Importeremo ventimila tonnellate di olio di palma, a causa dello svincolo del vantaggio fiscale dall’obbligo di stipulare contratti di filiera. “Persi” ventimila ettari di girasole o colza

28 ottobre 2006 | T N

La circolare dell’Agenzia delle Dogane svincola l'assegnazione del vantaggio fiscale dall'obbligo di stipulare contratti di filiera in Italia per un limite di 20.000 tonnellate di biodiesel, fissato dalla precedente legge finanziaria. Non sarà dunque più possibile coltivare sul territorio nazionale una superficie di almeno 20.000 ettari di girasole o colza per produrre i biocarburanti, che verranno invece importati dall'estero dove sono ottenuti soprattutto da olio di palma.
Si tratta di un grave colpo ai biocarburanti prodotti in Italia grazie alle coltivazioni agricole nazionali, a vantaggio delle produzioni importate dall’estero, con conseguenze pesanti sull’impatto ambientale dovute all’inevitabile aumento del carico dei trasporti.

“La circolare dell’agenzia delle dogane della scorsa settimana per l’assegnazione delle 20.000 tonnellate di biodiesel defiscalizzato del 2006, costituisce un allarmante segnale per la possibilità di dare corpo alla filiera nazionale agroenergetica. Questo dimostra – prosegue De Castro - come nel passato Governo, nonostante il chiaro indirizzo dato dal Parlamento con il varo della Legge 81, che sancisce la priorità strategica per il Paese di avere una filiera nazionale dei biocarburanti legati alle produzioni agricole italiane, vi fosse una completa assenza di coordinamento di obiettivi ed azioni tra i Ministeri e le amministrazioni competenti”.
“Viceversa, il Governo Prodi ha posto punti fermi già nel Dpef 2007-2011 – precisa il Ministro - e già con la Legge finanziaria 2007 sono previste importanti risposte per il rilancio della filiera agricola nazionale dei biocarburanti. E su questo punto c’è la massima condivisione con i ministri Bersani, Pecoraro Scanio e Visco, per raggiungere alcuni, fondamentali, obiettivi per l’accesso agli incentivi: dare priorità alla filiera “verde italiana”, permettere agli operatori di misurarsi su progetti pluriennali di sviluppo, eliminare le sovracompensazioni”.
“Nel solco dello stesso obiettivo prioritario di sviluppo si inserisce anche il dibattito sui certificati verdi, emerso nell’ambito del dibattito sul Decreto legislativo sulla cogenerazione. Abbiamo la responsabilità di dare coerenza tra aspettative dei cittadini, uso delle risorse, e scelta di politica energetica sostenibile - conclude il Ministro De Castro - Per questo motivo stiamo lavorando per introdurre, da inizio 2007, una nuova categoria di certificati verdi esclusivamente rivolti alle fonti rinnovabili. Questo permette di fare chiarezza su qualsiasi interesse o rendita di posizione rispetto alla fase transitoria di riforma della cogenerazione”.

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