Bio e Natura

Scoperto il gene segreto per rendere gli agrumi più dolci

Gli agrumi rappresentano una delle fonti privilegiate di vitamina C. Una delle maggiori barriere al consumo è rappresentato dal sapore acido, poco gradevole, se non indigesto. A breve, però, potremo avere agrumi meno acidi

06 febbraio 2020 | C. S.

Le mutazioni acidless hanno da sempre incuriosito nel tempo i ricercatori tanto da consentirne il riconoscimento e l’isolamento in molte specie di agrumi che venivano comunemente indicate come “dolci”, a causa dell'estrema riduzione dell'acidità nel succo. Gli agrumi “dolci”, oltre a perdere l’acidità, hanno anche perso la capacità di colorare di rosso intenso foglie e fiori di molte specie.

L’analisi genetica, sviluppata mettendo a confronto varietà acide e “dolci” della stessa specie, ha consentito l’identificazione di un gene, chiamato Noemi, fattore chiave in grado di regolare l'acidità dei frutti e che funziona in stretta sinergia con il gene Ruby (identificato qualche anno fa dallo stesso team https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3336134/pdf/1242.pdf), responsabile della sintesi delle antocianine, ovvero i pigmenti chiave della colorazione rosso porpora. 

Lo studio inoltre chiarisce come, attraverso il percorso di domesticazione del cedro (una delle specie vere, insieme a pummelo e mandarino), una mutazione a carico di Noemi sia stata poi trasmessa a tutti gli agrumi da esso derivanti a seguito di incroci interspecifici.

Oggi l’identificazione di Noemi e la possibilità di modulare la sua espressione rappresentano un tassello strategico per il miglioramento genetico degli agrumi, soprattutto per le arance e i mandarini, in quanto il controllo dell’acidità è determinante nell’isolamento di selezioni a diversa epoca di maturazione, di grande impatto per un consumatore attento ed esigente.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

La semina anticipata del grano duro riduce il rischio siccità

Uno studio condotto nelle province di Matera e Potenza dimostra che anticipare la semina a metà novembre e ottimizzare l’irrigazione può limitare significativamente le perdite produttive causate dalla siccità, soprattutto nelle aree interne più resilienti

26 maggio 2026 | 15:00

Bio e Natura

Mango più freschi a lungo, scoperto il segreto dei 12°C per ridurre gli sprechi

La ricerca dell’Università di Hainan svela perché questa temperatura rallenta la maturazione e attiva le difese naturali del frutto, rivoluzionando il trasporto dei tropicali. Una buona notizia per chi ama i mango e per chi li produce

26 maggio 2026 | 10:00

Bio e Natura

Le varietà di ciliegie più resistenti a insetti dannosi

Notevole impatto dell’andamento stagionale: un clima più secco e con minore piovosità (come, ad esempio, nel 2024) consente al frutto di aumentare il grado zuccherino e la sua compattezza, caratteristiche che insieme conferiscono una maggiore resistenza

25 maggio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il cambiamento climatico ridisegnerà le foreste europee: le conifere perdono competitività, latifoglie in espansione

Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente

24 maggio 2026 | 10:00

Bio e Natura

Aumenta la produzione italiana di grano duro ma anche quella mondiale

Produzione nazionale a 3,8 milioni di tonnellate grazie alle buone performance in Puglia e Basilicata. Le fragilità: meno investimenti, più fitopatie e incertezze qualitative

21 maggio 2026 | 14:30

Bio e Natura

Grano duro: come non lavorazione e rotazioni colturali stanno cambiando la cerealicoltura

La combinazione tra minima lavorazione del suolo e rotazioni leguminose può aumentare fino al 40% la resa del frumento duro. Restano però aperte alcune criticità sulla qualità proteica della granella e sulla gestione dell’azoto

20 maggio 2026 | 12:00