Bio e Natura

Grano duro di alta qualità, l'Italia pronta alla sfida

Rese superiori del 22-32% rispetto a quelle riscontrabili nelle aziende ordinarie, a seconda dell'anno di coltivazione, mentre l'impronta carbonica delle aziende sperimentali è inferiore in misura variabile dall'8 al 16%

02 novembre 2018 | C. S.

Presentato un nuovo modello pilota di coltivazione del grano duro, in grado di garantire alla pasta italiana una materia prima di eccellente qualità, con ottime rese e ridotto impatto ambientale. Si tratta di ICAFRUD (Impronta CArbonica della coltivazione di FRUmento Duro) messo a punto dal CREA Politiche e Bioeconomia in collaborazione con Barilla, Horta, Lyfe Cycle Engeneering e CCPB, nell'ambito del progetto Barilla Sustainable Farming, che punta a ottenere prodotti agricoli più sostenibili con un migliore utilizzo di fattori produttivi.

Gli output delle aziende che adottano GranoDuro.net® sono stati messi a confronto con quelli ottenuti dalle imprese appartenenti al campione della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), gestito dal CREA Politiche e Bioeconomia, e che applicano una gestione ordinaria della coltura. L'impronta carbonica del frumento duro nelle aziende RICA è stata misurata attraverso un'indagine pilota diretta, che ha integrato le informazioni strutturali e tecniche già rilevate nell'ambito dell'attività RICA. La rilevazione e il successivo confronto hanno riguardato 136 aziende appartenenti al campione RICA e diverse centinaia di aziende che hanno adottato GranoDuro.net® (GDN) nei 4 anni (2014-2017) scelti per l'indagine.

Il confronto evidenzia la maggiore sostenibilità e la migliore qualità del prodotto delle aziende GranoDuro.net® (GDN). In particolare, le rese nelle aziende GDN sono superiori del 22-32% rispetto a quelle riscontrabili nelle aziende ordinarie RICA, a seconda dell'anno di coltivazione, mentre l'impronta carbonica (misurata in tonnellate di CO2 equivalente) delle aziende GDN è inferiore in misura variabile dall'8 al 16%, sempre in funzione dell'annata agraria. Se la riduzione delle emissioni di gas serra venisse riportata ad ettaro e si ipotizzasse l'adozione delle pratiche sostenibili sull'intera superficie a frumento duro nazionale, si avrebbe una diminuzione delle emissioni intorno alle 500.000 tonnellate di CO2 equivalente all'anno, pari al 1,5% delle emissioni complessive del settore agricolo italiano.

“La pasta è un’icona del nostro Made in Italy – ha affermato il sottosegretario MIPAAFT Alessandra Pesce - e la sua qualità va garantita ai consumatori non solo per il suo valore intrinseco, ma anche come immagine del nostro sistema agroalimentare. Il corretto funzionamento della filiera implica investire in qualità e in sostenibilità, con una collaborazione tra le diverse parti coinvolte. Il progetto pilota ICAFRUD - - ha continuato - ha portato all’elaborazione di strategie innovative, basate su modelli agroecologici tarati sulle realtà locali e coniugate con la definizione di contratti di coltivazione. Dai risultati elaborati dal CREA emerge con chiarezza come l'avvio di strumenti negoziali permette di innalzare gli standard qualitativi, migliorare le performance ambientali e sostenere la redditività delle aziende agricole coinvolte. Risultati di tutto rispetto per la valorizzazione e la tutela del nostro Made in Italy”.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Colture legnose, la superficie mondiale raggiunge 105 milioni di ettari

Dal 2022 la superficie dei principali coltivi legnosi è cresciuta del 43,7%. Cambia anche il modello produttivo: i sistemi intensivi e ad alta densità superano per la prima volta quelli tradizionali, mentre aumenta l’interesse di fondi e investitori

02 ottobre 2026 | 12:00 | Vilar Juan

Bio e Natura

Lieviti per la birra analcolica: più aroma e meno alcol

Undici ceppi di lievito sono stati valutati per capire quali siano più adatti a produrre birre analcoliche con profili aromatici distintivi. La scelta del lievito può diventare uno strumento di progettazione dello stile, non soltanto un mezzo per limitare la produzione di etanolo

02 ottobre 2026 | 10:00

Bio e Natura

Un metodo più semplice per misurare il fosforo del suolo e capire il ruolo dei microrganismi

Un team internazionale ha semplificato una tecnica per quantificare il fosforo legato al DNA nei terreni. Il parametro, pur rappresentando solo una piccola quota del fosforo organico, è strettamente associato alla biomassa microbica e potrebbe aiutare a comprendere meglio la disponibilità dei nutrienti per le piante

01 ottobre 2026 | 14:00

Bio e Natura

Le api regine possono trasferire i pesticidi nelle uova per liberarsene

Documentata per la prima volta nelle api mellifere un meccanismo di “maternal offloading”: la regina può accumulare gli inquinanti e trasferirne una parte nelle uova. Una strategia di detossificazione che potrebbe trasformarsi in un rischio per la generazione successiva

30 settembre 2026 | 15:00

Bio e Natura

Il grano che mangiamo è sempre più povero di zinco, ferro e proteine

Dai chicchi dei cultivar moderni mancano i nutrienti che servono alla salute umana. La biofortificazione genetica e agronomica può aiutare, ma da sola non basta: le proteine e i minerali nei cereali sono calati dagli anni '60 a oggi, mentre le rese salivano

28 settembre 2026 | 15:00

Bio e Natura

Valorizzare crusca e germe di grano duro con la fermentazione: nuove opportunità per la panificazione

La fermentazione breve con Lactiplantibacillus plantarum ITM21B e la liofilizzazione trasformano i sottoprodotti della molitura del grano duro in ingredienti funzionali per il pane. Il germe fermentato migliora volume e morbidezza, la crusca va dosata con attenzione

22 settembre 2026 | 15:00