Bio e Natura

Il pastazzo di agrumi diventa una risorsa per produrre tessuti e fertilizzanti

E' lo scarto degli agrumi, di arance e limoni. Qualcuno lo definirebbe un rifiuto e invece è un'opportunità. Ogni anno l'industria agrumicola produce oltre 700 mila tonnellate di scarti, 340 mila solo in Sicilia

10 maggio 2016 | T N

Il pastazzo di agrumi, ovvero quello scarto rimante dopo la loro lavorazione, non deve andare in discarica e non necessariamente neanche nei biodigestori.

Con l'approvazione dell'emendamento al decreto legge "fare" del senatore siciliano Giuseppe Compagnone, del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, il pastazzo è stato tolto dalla disciplina dei rifiuti.

E' diventata quindi un'opportunità da sfruttare per diventare brioche dietetiche, bevande naturali ma anche tessuti e fertilizzanti.

Tutto questo è possibile anche grazie a una ricerca dell'Università di Catania.

Ogni anno l'industria agrumicola produce oltre 700 mila tonnellate di scarti, 340 mila solo in Sicilia. Lo smaltimento del pastazzo come rifiuto costa alla filiera 30 euro alla tonnellata che ricadono sui produttori, un'assurdità visto che è un sottoprodotto che si può utilizzare.

"Le ricerche che stiamo portando avanti - ha spiegato Salvatore Barbagallo, coordinatore del progetto - coinvolgono diverse industrie alimentari e di produzione di bibite e una società che dal pastazzo ha ricavato addirittura una fibra tessile. Dalla buccia alla polpa, insomma, i nostri ricercatori stanno lavorando per creare nuovi prodotti dalle fibre delle arance".

Secondo il ricercatore prodotti da forno light, bibite, ammendanti sono solo i primi risultati di un lavoro enorme che si spera possa essere recepito per la definizione di una normativa che, nel rispetto della tutela ambientale, possa dare un concreto sostegno economico alle industrie di trasformazione di agrumi e quindi all'intero comparto dell'agrumicoltura siciliana.

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