Bio e Natura
CO₂ e cambiamento climatico: ecco come saranno le lenticchie del futuro
Più raccolto ma meno equilibrio nutrizionale: la ricerca dell’Università di Navarra mostra che l’aumento dell’anidride carbonica favorisce la produttività delle varietà commerciali, mentre quelle tradizionali conservano meglio minerali essenziali come zinco e calcio
17 maggio 2026 | 11:00 | R. T.
L’aumento della concentrazione di anidride carbonica (CO₂) nell’atmosfera potrebbe trasformare profondamente il futuro dell’agricoltura e della sicurezza alimentare globale. È quanto emerge da un nuovo studio realizzato dai ricercatori del Biodiversity and Environment Institute (BIOMA) dell’Università di Navarra, in Spagna, pubblicato sul Journal of the Science of Food and Agriculture.
La ricerca, guidata dal dottorando Mohammad Abdullah insieme ai ricercatori Nieves Goicoechea e Johann Martínez-Lüscher, ha analizzato il comportamento di due varietà di lenticchie Pardina — una commerciale e una tradizionale locale — coltivate in condizioni di elevata CO₂, simili a quelle previste dagli scenari climatici futuri.
I risultati mostrano che entrambe le varietà reagiscono positivamente all’aumento della CO₂, ma con effetti differenti.
La varietà commerciale ha registrato un forte incremento della produttività, con una crescita della produzione di semi fino al 73%, oltre a una migliore efficienza nell’uso dell’acqua, caratteristica particolarmente importante in contesti agricoli sempre più segnati dalla siccità.
Diversa la risposta della varietà locale, che pur aumentando meno la resa ha mantenuto un profilo nutrizionale più equilibrato. In particolare, i ricercatori hanno rilevato concentrazioni più elevate di minerali essenziali come zinco, calcio e manganese, fondamentali per la salute umana.
Secondo Mohammad Abdullah, autore principale dello studio, i risultati dimostrano che l’aumento della CO₂ non produce effetti uniformi sulle colture: alcune varietà privilegiano la quantità, mentre altre riescono a preservare meglio la qualità nutrizionale. Un equilibrio che, sottolineano gli studiosi, sarà decisivo per progettare strategie agricole sostenibili e garantire una reale sicurezza alimentare nei prossimi decenni.
Lo studio evidenzia inoltre un aspetto particolarmente rilevante: l’aumento della CO₂ determina una maggiore presenza di amido nei semi, modificando il rapporto tra proteine e carboidrati e rischiando così di ridurre il valore nutrizionale complessivo degli alimenti.
Per questo motivo i ricercatori invitano a ripensare i programmi di miglioramento genetico agricolo, puntando non solo sulla produttività ma anche sulla qualità nutrizionale delle colture. Le varietà tradizionali, spesso considerate meno redditizie dal punto di vista commerciale, potrebbero infatti rappresentare una preziosa riserva genetica per affrontare le sfide agricole imposte dal cambiamento climatico.
Bibliografia
Abdullah, M., Garmendia, I., Mallor, C., Goicoechea, N., and Martínez-Lüscher, J. (2026), Contrasting CO₂-response strategies in Pardina lentils: Yield maximization in a commercial cultivar and seed composition adjustment in a landrace. J Sci Food Agric.
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