Bio e Natura

UN ULTERIORE DURO COLPO PER IL SETTORE BIETOSACCARIFERO ITALIANO

Alla fine di febbraio sarà applicato un taglio del dieci per cento alle quote di produzione dello zucchero. L'Italia, dal 2006/2007, sarà costretta a produrre solo il 30% dello zucchero trasformato nella campagna precedente. “Siamo di fronte ad un vero colpo di mano della Commissaria” ha dichiarato il Sottosegretario alle Politiche agricole Scarpa Bonazza

28 gennaio 2006 | T N

Nell'ultima riunione del consiglio dei ministri dell’agricoltura, il commissario Fischer Boel, ha fatto propria una proposta tedesca, annunciando che alla fine di febbraio sarà applicato un taglio del 10 per cento alle quote di produzione dello zucchero.
L'Italia sarà costretta a produrre nella campagna 2006-2007 solo il 30% dello zucchero trasformato nella campagna precedente.

“Siamo di fronte ad un vero colpo di mano della Commissaria - ha dichiarato il Sottosegretario alle politiche agricole, on. Paolo Scarpa Bonazza - che non ha voluto tener conto della posizione nettamente contraria espressa dal Ministro Alemanno e da altre delegazioni nazionali.”

Indubbiamente, con due milioni di tonnellate di zucchero all'intervento, la situazione del mercato é pesante ma sarebbe stato giusto, come richiesto dall'Italia, escludere dal taglio del 10% gli Stati membri nei quali la produzione di zucchero è destinata a ridursi del 50% in conseguenza della nuova OCM di settore varata nello scorso novembre.
A questo punto sono diventate ancora più incerte le prospettive del settore bieticolo-saccarifero nel nostro Paese.

Il settore bietosaccarifero in Italia
L'Italia è il quinto produttore europeo di zucchero. La sua produzione totale (anno 2004/05) è di 1.158.163 di tonnellate su un totale comunitario di circa 20 milioni, che corrisponde a poco meno del 6%. La Francia e la Germania sono ben più avanti con una produzione che corrisponde, rispettivamente, al 22,6 e al 21,5% del totale comunitario. Vengono poi la Polonia e il Regno Unito con una produzione pari al 10 e al 7% dell'Unione. In Europa, più di 325.000 agricoltori producono la barbabietola da zucchero. L'Italia conta circa 46 mila imprese impegnate in questa coltura, in Germania sono 48 mila e in Francia 32 mila. In questi soli tre paesi vi è più della metà delle aziende europee.
Nel giro di 10 anni, dal 1993 al 2003, peraltro, il numero di aziende di produzione e raffinazione dello zucchero si è pressoché dimezzato in Europa, passando da 82 a 45 imprese (-45%). L'Italia non si è sottratta a questa tendenza: il numero di imprese è sceso da 12 a 5. Che si sono successivamente ridotte a 4: Coprob Italia Zuccheri, Eridiana Sadam, S.F.I.R., Zuccherificio del Molise.
Nel 2000, l'Unione europea era il secondo esportatore di zucchero mondiale, ma con quantitativi pari a circa la metà del Brasile, e il terzo importatore dopo la Federazione Russa e l'Indonesia.
Nell'UE a 15, il 30% dello zucchero è destinato al consumo diretto, il 2% a usi non alimentari (per esempio, è trasformato in alcol e etanolo o aggiunto al cemento per agevolarne la solidificazione) e il restante 68% è utilizzato nei prodotti alimentari, soprattutto nelle bevande (21% del totale), nella produzione di dolciumi e caramelle (15%) e di biscotti (12%).

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