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IL MALTEMPO GONFIA FIUMI, MA ANCHE I PREZZI. PER GLI AGRICOLTORI, OLTRE AL DANNO, LA BEFFA

Duecento milioni di euro, questo il provvisorio bilancio dell’ondata di piogge e vento abbattutesi in particolare sul Centro Italia. Le Regioni più colpite sono il Lazio, l’Umbria, la Toscana e le Marche. Previste in arrivo nuove perturbazioni. Già in atto le prime manovre speculative

03 dicembre 2005 | R. T.

Ammontano a circa 200 milioni di euro i danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito con particolare intensità il Lazio, l’Umbria, la Toscana e le Marche.
È questa una prima stima effettuata dalla Confederazione italiana agricoltori per la quale sono assai pesanti le conseguenze provocate dalle abbondanti piogge, dagli allagamenti e dagli smottamenti dei terreni. Per le zone colpite è stato chiesto lo stato di calamità.
In Umbria un primo monitoraggio effettuato da Coldiretti evidenzia situazioni gravissime da Città di Castello a Torgiano, da Todi fino a tutta la provincia di Terni e nella media Valle del Tevere fino all'Alto Lazio, a causa dell'impossibilità dei terreni di assorbire le enormi quantità di acqua cadute in breve tempo e che hanno favorito in molti casi lo scorrimento superficiale con il trasporto di fango e detriti che hanno riempito canali di scolo e fiumi con conseguente rottura degli argini e allagamenti di campi coltivati e danni pesanti anche per chi si accingeva ad iniziare le semine che subiranno notevoli ritardi. Nella zona di Deruta e Torgiano e nel folignate, segnalati danni anche alle colture orticole; nello spoletino e nel ternano oltre alle frane, si sono verificati allagamenti delle colture cerealicole che hanno interessato anche la zona di Umbertide.
Si aggrava il conto dei danni anche nelle Marche dove nella valle del Foglia, nel pesarese, tre aziende sono addirittura finite sotto due metri d'acqua, con i detriti che hanno abbattuto la maggior parte della produzione di alberi da frutta. Ancor peggio è andata alle produzioni lungo la valle del Metauro. Le barbabietole da zucchero che non erano state raccolte sono ormai destinate a restare sotto il fango, mentre la piena ha spazzato via le semine appena concluse in diversi terreni. Le frane e gli smottamenti hanno interessato olivi e vigneti, ma, ancor peggio, hanno compromesso l'equilibrio dei terreni.
Situazione grave anche nel Lazio dove, soprattutto nel viterbese,denunciati allagamenti di campi coltivati e abbattimenti di alberi da frutta; danni anche agli oliveti e perdita di prodotto dove non era stata conclusa la raccolta; si registra perdita anche di coltivazioni di ortaggi a pieno campo (broccoli, cavoli, verza).
La situazione è critica anche in Toscana e preoccupazioni ci sono in tutte le regioni dove è scesa una quantità inusuale di pioggia.

Il maltempo torna a gonfiare i prezzi di frutta e verdura. Sono bastate le piogge e gli allagamenti di questi ultimi giorni per provocare rincari al dettaglio totalmente ingiustificati. Così troviamo aumenti, in media del 25-30 per cento in poco meno di una settimana, per le lattughe, le zucchine, le carote, le melanzane, i carciofi, le mele, le pere.
Dai dati emerge chiaro che ancora una volta si sono avute pure manovre speculative. E’ vero che il maltempo ha provocato danni rilevanti alle colture, in particolare quelle orticole, ma questo non si è affatto tradotto in rincari alla produzione, mentre al consumo si è avuta una decisa e immotivata impennata. Emblematici i casi del radicchio, che al dettaglio ha subito un rincaro del 20 per cento, dei finocchi che hanno fatto registrare incrementi del 15,5 per cento, delle zucchine che nei mercati rionali e nei supermercati sono vendute con un più 13,6 per cento nei confronti di sette giorni fa. Stesso discorso per melanzane e lattughe che sono cresciute, rispettivamente del 18 e 21 per cento.
Diversa la situazione per la frutta, le cui quotazioni hanno segnato aumenti più contenuti al consumo che vanno da un più 0,8 per cento per le clementine ad un più 12 per cento per i kiwi. Ma ci sono stati anche aumenti del 5 per cento per i limoni, del 4,5 per cento per le pere e del 3,5 per cento per le mele.

“Ancora una volta -conclude la Cia- l’agricoltore a mala pena riesce a coprire i costi di produzione, mentre il consumatore è alle prese con listini sempre più assurdi. Questo conferma tutte le inefficienze e i comportamenti speculativi che si registrano nella filiera che, nel caso specifico dell’ortofrutta, è sempre più lunga e complicata. Nell’ipotesi ottimale abbiamo il passaggio dal produttore, alla cooperativa o all’organizzazione dei produttori, alla grande distribuzione. Nell’ipotesi “normale” il percorso è dal produttore all’intermediario, al grossista, al mercato generale, al dettaglio. Insomma, cinque e anche sei passaggi, dove nascono tutte le contraddizioni e le spinte al rialzo.”

Previsioni meteo per i prossimi giorni
Buona parte dell'Europa Centro occidentale e Mediterranea sarà interessata da una vasta depressione chiusa tra due promontori di alta pressione: l'alta delle Azzorre ad Ovest, l'anticiclone Russo ad Est. L'influenza sull'Italia sarà notevole, col tempo che non subirà nessun deciso miglioramento.
Proseguiranno senza sosta le condizioni di tempo perturbato, con piogge e nuove nevicate che interesseranno buona parte delle nostre regioni. Quel che più preoccupa è lo stato d'allerta dei fiumi, saturi d'acqua come non accadeva da tanto tempo.

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