Bio e Natura

OGM: “MANIPOLAZIONE DELLE NORME” E SOGLIA DI (IN)TOLLERANZA

Per una vertenza scientifica sulle biotecnologie e per un'Europa Ogm free a tutela del libero mercato e delle produzioni agricole tradizionali, Dop e biologiche. La necessità di un referendum nazionale ed europeo

01 novembre 2003 | Giuseppe Altieri

Scienziati indipendenti sono molto preoccupati dell'evoluzione delle norme UE in materia di Organismi Transgenici (OGM), dopo la recentissima approvazione del regolamento che prevede soglie di tolleranza sotto le quali non si deve etichettare la presenza di ogm negli alimenti e nei mangimi (allo 0,9% per gli ogm autorizzati nell’UE e allo 0,5%, addirittura per quelli “non autorizzati”), compromettendo di fatto la libertà di scelta di non alimentarsi con ogm. Sulla base al "Principio di Precauzione" europeo (Trattato di Maastricht), dovrebbe essere vietato importare ogm a scopo alimentare o zootecnico, dal momento che è ad oggi impossibile dimostrarne l'innocuità. Gli ogm, infatti, producono sostanze incognite ed innaturali, (rischi di allergie ed effetti tossico-mutageni), non sono stabili nel tempo, in quanto i geni manipolati si spostano all'interno del dna (con conseguenti problemi sulla validità dei test di nutrizione su animali e volontari), oltre al fatto che frammenti di DNA manipolato non sono completamente digeribili, con rischi di scambio genico tra microrganismi intestinali e insorgenza di nuovi patogeni batterici e virali, e patologie sui villi intestinali che lo assorbono.

Libera concorrenza. WTO e pericoli di monopolio
Le coltivazioni transgeniche sono il “vero ostacolo al libero mercato” perché è impossibile evitare le contaminazioni delle altre filiere (biologiche, tradizionali, DOP). Il polline ha ricadute di centinaia di chilometri, come quelli percorsi da alcuni insetti e inoltre distrugge la biodiversità genetica delle varietà locali che si “incrociano” con esso. I controlli sarebbero impossibili e i costi proibitivi e verrebbe a crearsi un “monopolio ogm di fatto”, protetto addirittura dai brevetti sui geni, ovvero di diritti anche sui raccolti, cosa pericolosissima per l'indipendenza economica degli agricoltori. Tutta l'agricoltura verrebbe contaminata, un atto di violenza contro la libertà, semplicemente Inammissibile. Una “dittatura transgenica agroalimentare” che tenta di insediarsi attraverso il golpe silenzioso delle "soglie di tolleranza di ogm " negli alimenti e nelle sementi.
L’idea del Ministro Alemanno di creare delle zone geografiche omogenee per gli ogm non ha nessun senso scientifico dal momento che il polline sfugge al controllo e gli ogm si riproducono. Una regola fondamentale per la convivenza civile e pacifica enuncia che "la libertà di ognuno finisce quando inizia quella degli altri "e chiunque volesse coltivare ogm (in ogni caso una ristrettissima minoranza in Europa, probabilmente le stesse multinazionali proprietarie di aziende agricole) non rispetterebbe la libertà degli altri agricoltori, contaminandone le coltivazioni, sottoposte ad una vera e propria "violenza sessuale" transgenica di tipo vegetale. Per questo, se fossi Alemanno starei molto attento a sottovalutare il maggiore pericolo degli ogm: creare conflitti tra gli agricoltori. La violenza transgenica potrebbe degenerare in legittima difesa... ma questa è cosa pericolosa e sono sicuro che gli agricoltori italiani non lo permetteranno. No agli "orgasmi” transgenici!, insomma, innaturali e illiberali. In India 15.000 contadini si sono suicidati, avendo perso la terra causa i debiti contratti per coltivare cotone transgenico, distrutto dagli insetti resistenti e oggi più di 15 milioni di agricoltori tradizionali, guidati dal Prof. Nanjundaswamy, convincono gli altri a distruggere i campi transgenici, perchè il gene ”terminator” sterilizza i raccolti.
Il Cartello degli scienziati Indipendenti, fondato da Mae Wan Ho chiede una “moratoria sul rilascio ambientale di qualsiasi ogm”, e il divieto di brevetto sulla materia vivente (Patrimonio dell’Umanità) e di “segreto industriale” sulle tecnologie genetiche (ultima frontiera d’azione legale, altrimenti non sapremo neanche “cosa” controllare). Le tecnologie “transgenetiche”, armi potenti di dominio planetario, vanno sottoposte a rigidi accordi internazionali, come avviene per l’energia atomica, in quanto possono sfuggire al controllo degli stati sovrani. Occorre adeguare la velocità della tecnologia a quella della scienza e della politica per evitare un crimine contro l’umanità.

La ricerca
Praticamente non esiste specie coltivata su cui le industrie biotecnologiche non stiano lavorando alla produzione di ogm, spesso finanziando l’Università pubblica, i cui ricercatori tuttavia non avranno diritti sui brevetti. Ciò rappresenta l’ultimo atto di una strategia per imporre la dipendenza delle produzioni agroalimentari. Già oggi gli agricoltori americani sono spesso costretti ad acquistare insieme al seme il pacchetto dei mezzi tecnici chimici collegati, pena il mancato finanziamento del credito agrario da parte delle banche.

Conclusioni
Va introdotto il criterio scientifico di “Comparative Assessment” prima di introdurre una nuova tecnologia a livello produttivo. Ad es. in Olanda 350 pesticidi sono stati tolti dal mercato e sostituiti da alternative non pericolose (Insetti Utili, antiparassitari naturali, ecc.).
Per gli ogm non sussiste necessità tecnico–produttiva, viste le alternative disponibili.
Con i sistemi di agricoltura sostenibile di piccola e media scala, basati sulla policoltura, le rotazioni e l’agroforestazione, sono stati dimostrati, in particolare nei PVS, incrementi produttivi anche del 100% rispetto alle coltivazioni industriali chimiche. Le Nazioni Unite li hanno pertanto individuati come modello per risolvere la fame nel mondo, l’inquinamento chimico da pesticidi, l’erosione dei terreni, e la desertificazione, nonché parte del problema di accumulo di CO2 atmosferica, che può essere fissata nell’Humus dei terreni.

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