Bio e Natura
L'agricoltura contro il riscaldamento globale, purchè sia rigenerativa
L'agricoltura può tornare a produrre risorse rinnovabili, invece che consumarne, ma secondo il Rodale Institute deve cambiare passo, marcia e direzione. Un'agricoltura biologica rigenerativa potrebbe sequestrare tra il 20% e il 60% delle emissioni di CO2 dell’intera umanità
25 aprile 2014 | R. T.
L'agricoltura, non solo la natura, per anni è stata la primaria fonte di risorse rinnovabili del nostro pianeta. Produceva insomma molto più di quello che consumava.
Da qualche decennio, con la pressione demografica in aumento, il trend si è invertito e l'agricoltura ormai contribuisce all'emissione globale di gas serra ma potenzaialmente, secondo un rapporto del Rodale Institute, potrebbe sequestrare tutte le nostre emissioni di gas serra globali annuali di circa 52 miliardi di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio ( ~ 52 GtCO2e ).
Ovviamente una conversione globale dell'agricoltura da convenzionale e intensiva a biologica e rigenerativa è impossibile ma anche con ipotesi più modeste di conversione si potrebbe arrivare a sequestrare dal 20 al 60% delle attuali emissioni.
Il risultato di mantenere il range di emissioni di gas serra tra i 41 e i 47 GtCO2e entro il 2020 sarebbe quindi un risultato facilmente attuabile anche solo grazie all'agricoltura che ne beneficerebbe essa stessa visto che si limiterebbero l'aumento della temperatura e gli eventi climatici estremi. Basti pensare che se la metà dei pascoli e dei terreni coltivati si convertissero all'agricoltura organica si potrebbero arrivare a sequestrare 29 GtCO2 delle emissioni annuali.
Ma qual'è invece lo scenario attuale in agricoltura? La maggior parte dei suoli agricoli hanno perso dal 30 % al 75 % della sua riserva originale di carbonio e sostanza organica. Negli ultimi dieci anni, le emissioni agricole dirette sono aumentate di circa l'!% all'anno anno, raggiungendo le 4,6 Gt di CO2 per anno nel 2010, ovvero circa il 10 % del totale delle emissioni dirette.
Studi effettuati in varie parti del mondo mostrano infatti che l’agricoltura biologica permette di immagazzinare carbonio nelle terre arabili con un ritmo compreso tra 2,4 e 6,4 tonnellate per ettaro per anno.
Tra l'altro gli effetti della conversione a un'agricoltura biologica rigenerativa si potrebbero vedere in tempi molto brevi.
Secondo un'esperienza di conversione nelle aree desertiche dell'Egitto, è stato provato che il sequestro del carbonio nel suolo è maggiore nei primi anni della transizione a pratiche biologiche. Solo nel primo anno sono state sequestrate 4,1 tonnellate di carbonio per ettaro, mentre la media trentennale è stata di 0,9 tonnellate per ettaro. Questi risultati suggeriscono che il carbonio del suolo può essere ricostituito abbastanza rapidamente per provocare un rapido prelievo di CO2 atmosferica.
Ma quali pratiche agronomiche hanno gli effetti maggiori? Sicuramente la concimazione, insieme con la rotazione colturale. Secondo il Rodale Institute in uno studio di 10 anni, i campi con una buona rotazione delle colture che utilizzavano letame compostato arrivavano a sequestrare oltre due tonnellate di carbonio per ettaro all'anno.
Le ulteriori innovazioni suggerite dal Rodale Institute? Riduzione delle colture annuali a favore di quelle pluriennali e maggiore affidamento sulle risorse interne di ogni paese/comunità piuttosto che esterne.
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