Bio e Natura
LA PIOPPICOLTURA È UNA RISORSA, ANCHE SE SOTTOVALUTATA
Dal legno di pioppo si possono ottenere materiale edilizio, biomassa per la produzione di energia e pasta di carta di cui l’Italia è importatore netto
02 luglio 2005 | T N
Si ribadisce oggi con forza il ruolo strategico dellâIstituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura (ISP) di Casale Monferrato nella Filiera Legno. Questo emerge in particolare dallâintervento dellâOnorevole Delfino, Sottosegretario del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali a conclusione della giornata dedicata a âProspettive e Azioni di rilancio della Pioppicolturaâ, svoltasi oggi 23 giugno presso la sede dellâISP. In apertura dei lavori il Presidente della Commissione Nazionale per il Pioppo, dott. Federico Radice Fossati, salutando gli oltre 170 presenti, auspicava che lâattività di ricerca dellâISP, svolta per oltre sessantâanni, proseguisse con rinnovato vigore corroborata da unità di intenti tra istituzione di ricerca, produttori e utilizzatori.
Anche il dr. Stefano Bisoffi, Direttore delle attività scientifiche del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) â di cui fa parte dal 1 ottobre 2004 anche lâISP - ha sottolineato che la conoscenza derivante dalle attività di ricerca deve essere supportata dal mondo politico per essere utilizzata dal mondo della produzione.
Il dr. Giuseppe Nervo, Direttore dellâIstituto, ha poi spiegato lâimportanza allâinterno della filiera legno della coltivazione del pioppo, che offre allâindustria il 45% del legno prodotto in Italia, pur ricoprendo solo lâ1,2 % della superficie forestale svolgendo contemporaneamente unâimportante funzione ambientale con lâassorbimento di circa 1 milione di tonnellate di CO2 allâanno. Nel rilancio della ricerca, in particolare con la selezione di cloni con sempre migliori caratteristiche e più resistenti alle malattie, oltre che con lâindividuazione di tecniche colturali più sostenibili, sta il ruolo strategico dellâISP.
Anche se la crisi strutturale del settore, in atto da oltre un decennio, ha già provocato una forte contrazione delle superfici coltivate, scese agli attuali 120.000 ettari, sono molte le prospettive possibili per lâuso del pioppo. Lâimpiego strutturale nellâedilizia ad esempio sta suscitando un interesse crescente anche se il mercato italiano, basato quasi esclusivamente sullâimpiego del mattone e del cemento, non è ancora pronto ad accogliere diffusamente questo tipo di innovazione.
Si è inoltre parlato di biomasse legnose da utilizzare nello sviluppo di un sistema di produzione energetica alternativo allâuso di combustibili fossili e basato su fonti energetiche rinnovabili da produrre sui suoli agricoli in alternativa alle tradizionali coltivazioni agrarie.
La crescente richiesta di legno di pioppo nazionale da utilizzare per la produzione di pasta da carta, attualmente massicciamente importata dallâestero, è stata focalizzata in una relazione dellâesponente delle âCartiere Burgo-Marchiâ che ha messo inoltre in evidenza le elevate dimensioni economiche del settore, attualmente in espansione.
Infine, la certificazione forestale applicabile anche alle piantagioni di pioppo adottando gli schemi PEFC e FSC, offre nuove opportunità al settore della pioppicoltura specializzata che, opportunamente disciplinato, può svolgere unâimportante funzione ecologica specialmente nelle aree tipiche di coltivazione, le pianure e le golene dei fiumi, particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale.
Fonte: Istituto Sperimentale della Pioppicoltura
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