Bio e Natura

Bonificare i suoli inquinati grazie a felci, alisso e senape

Un progetto di ricerca inglese punta a utilizzare le proprietà fitodepurative di alcune specie vegetali, in particolare su siti inquinati da metalli pesanti, per poi sfruttarle in apposite bioraffinerie

23 marzo 2013 | T N

Alcuni metalli pesanti sono molto ricercati dall'industria. Sono infatti utilizzati tanto nel settore automobilistico, per i catalizzatori, quanto in quello farmaceutico, per farmaci in grado di contrastare il cancro.

E' noto che, in particolare vicino ai centri industriali, vi sono terreni e ampie aree inquinate proprio da metalli pesanti. Si tratta di territori per cui la bonifica richiederebbe molto denaro.

Nel Regno Unito hanno così pensato di unire l'utile al profittevole, con un nuovo progetto per potenziare lo sfruttamento delle piante comuni per ripulire i terreni contaminati dalle sostanze nocive e restituirli all'agricoltura.

Allo studio partecipano studiosi delle Università di Edimburgo, Warwick, Birmingham, Newcastle e Cranfield. La ricerca testerà le potenzialità di sfruttamento nella fitodepurazione di specie vegetali diffuse come l'alisso (Alyssum), le felci pteridacee (pteridaceae) e le piante di senape.

Gli scienziati utilizzeranno le diverse varietà per assorbire i metalli tossici da terreni precedentemente occupati da miniere, fabbriche e discariche.

Livelli elevati di metalli pericolosi, come arsenico e platino, se si annidano nei terreni provocano danni a persone e animali. Il meccanismo punta sulla capacità naturale delle piante di assorbire i veleni dai terreni.

Una volta effettuata la raccolta delle sostanze nocive, inoltre, i minerali estratti saranno modificati e utilizzati in numerosi settori, compresa la ricerca medica e l'industria automobilistica. Le piante "contaminate" potranno infatti essere utilizzate in bioraffinerie che, grazie all'attività di batteri appositamente modificati, trasformeranno gli ioni metalli tossici in nanoparticelle metalliche funzionali.

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