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Le energie rinnovabili costano 10 miliardi di euro all'anno. Quanto fanno guadagnare? A chi?

70 euro a famiglia, senza considerare le spese per l'adeguamento della rete. Le bollette si alzano a causa degli incentivi ma il valore dell'energia elettrica diminuisce. E' ora di accendere la luce sul rapporto costi/benefici

19 maggio 2012 | Alberto Grimelli

E' una continua guerra di cifre e di numeri sul reale rapporto costi/benefici relativo alle energie rinnovabili.

L'Autorità per l'energia bombarda con bollettini trimestrali che contemplano aumenti dei costi fissi energetici dovuti agli incentivi per le rinnovabili, a cui ribattono i fautori delle rinnovabili con dati sulla tendenziale diminuzione del prezzo dell'energia nelle ore centrali della giornata, a causa dell'immissione in rete della produzione del fotovoltaico.

Fare un bilancio e un'analisi in questo momento è veramente arduo anche perchè si fondono, con il risultato di confondere le idee, valori e dati relativi a investimenti con quelli dovuti all'ordinaria gestione.

E' del 27 aprile l'annuncio dell'Autorità per l'energia di aver approvato l’adeguamento della componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili ed assimilate (la componente A3). Per la famiglia tipo questo si tradurrà in maggiore spesa di ulteriori 21,44 euro su base annua. Non è la prima volta che l'Autorità interviene. A fine dicembre scorso aveva infatti già segnalato come l’aumento del 4,9% dei prezzi dell’energia elettrica fosse determinato da un insieme di elementi fra i quali: i rialzi del prezzo alla produzione influenzati anche dal cambiamento della curva di domanda e offerta nel nuovo scenario dominato dallo sviluppo delle rinnovabili; l’aumento delle tariffe per il trasporto e la distribuzione dell’energia sulle reti; l’incentivazione a sostegno delle stesse rinnovabili.

“Come abbiamo già espresso in numerose segnalazioni a Parlamento e Governo: efficienza energetica e fonti rinnovabili non sono in discussione. Occorre quindi creare – ha sottolineato il Presidente dell’Autorità Guido Bortoni - le condizioni per reinserire la programmazione degli incentivi in un percorso di coerenza generale a tutela sia dei consumatori che dei soggetti attivi nella green economy. Bisogna tenere conto che alcuni obiettivi previsti dalla programmazione degli incentivi1 sono stati raggiunti già quest’anno, quando l’insieme degli incentivi alle rinnovabili/assimilate supererà i 10 miliardi di euro, con una spesa diretta di oltre 70 euro a famiglia, più i costi indiretti indotti nel sistema elettrico e nel mercato. Infatti, nell’aumento del 5,8% delle bollette elettriche l’effetto indiretto delle rinnovabili intermittenti vale circa il 40%”.

70 euro a famiglia in tempi di crisi non sono pochi ed è chiaro che sta sorgendo un diffuso malcontento verso un sistema di incentivi a pioggia di cui i cittadini vedono il costo ma non i benefici.

Un recente studio realizzato da Aper, l'associazione dei produttori di rinnovabili, assieme a Pöyry Management Consulting, ha però permesso di determinare che il crescente utilizzo di energie rinnovabili potrebbe portare nel 2013 a un taglio del prezzo unico nazionale di circa 1,9 euro per Mwh, con un risparmio di 660 milioni di euro al sistema Italia.

Un altro rapporto, l'Irex Annual report 2012 di Althesys, stima dai 22 e ai 38 miliardi di euro al 2030 i benefici delle rinnovabili. Ciò significa che produrre elettricità, grazie al coinvolgimento del sole, del vento, dell’acqua e della geotermia, oggi costa meno. Questa diminuzione di costi, fino al 10%, riguarda la fascia più cara, quella del picco diurno, quando la richiesta di energia elettrica è al massimo. La cifra di cui sopra, è stata calcolata tenendo conto delle voci di costo (coperte da incentivi e carenze infrastrutturali) e le voci di beneficio (occupazione, diminuzione della CO2, effetti sul Pil).

Dati ancora più recenti arrivano da Sos rinnovabili. Domenica 13 maggio l'elettricità, nelle ore di sole, fra le 8 e le 18 costava circa 3 centesimi di euro per kWh mentre raggiungeva i 9 centesimi di euro per kWh la sera in assenza dell'effetto fotovoltaico. Lunedì 14 maggio la domanda è maggiore e le rinnovabili non sono sufficienti a tenere bassi i prezzi. Dalle 8 alle 18 il prezzo è intorno a 7 centesimi di euro per kWh. Da notare che la sera alle 21, senza l'effetto fotovoltaico, il prezzo sale fino a 10 centesimi di euro per kWh. Prezzo dell'elettricità in borsa per il 16 maggio: circa 6 centesimi di euro per KWh tra le 13 e le 14 mentre fra le 18 e le 24 i consumi calano ma i prezzi salgono a oltre 9 centesimi di euro al kWh alle 21. In quelle ore ( fra le 18 e le 24) non c'è l'effetto fotovoltaico.

Cercare di fare luce sul rapporto costi/benefici delle energie rinnovabili è quindi impresa ardua, dovendosi destreggiare in una selva di numeri molto differenti tra loro. Il rischio di scivoloni è dietro l'angolo. La Repubblica il 3 aprile stimava in 150 miliardi di euro il costo delle rinnovabili in un ventennio. Un calcolo sbagliato perchè considera il prezzo energetico all'attuale valore di mercato mentre è noto che, negli anni, è destinato a salire. “È molto probabile – afferma Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future - che nel giro di pochi anni il prezzo di mercato crescerà fino a superare il valore degli incentivi, che invece resterà bloccato per tutto il periodo: da quel momento in poi, le rinnovabili costeranno meno dei fossili”.

Si tratta di stime, fattori e opinioni che il Governo e il Parlamento dovranno prendere in considerazione prima del varo del V Conto Energia.

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