Editoriali

Energia rinnovabile solo con salvaguardia e tutela del paesaggio

Energia rinnovabile solo con salvaguardia e tutela del paesaggio

L'assalto delle energie rinnovabile può ferire il territorio con la perdita di vegetazione e di suolo, nel caso degli impianti solari a terra, o, peggio, lo distruggono con i 50 metri cubi e più di calcestruzzo alla base dei pali eolici

25 agosto 2026 | 16:00 | Pasquale Di Lena

Se l’Italia continua a perdere il suo territorio e, con esso, il suolo e la fertilità, perde definitivamente l’agricoltura e, con essa, l’intero settore agroalimentare, la seconda voce del Pil, e non solo, da qualche decennio immagine vincente nel mondo. E ancora, continuerà a perdere la biodiversità, che è vita e fonte di paesaggi unici, gli stessi che incantano e restano nella memoria di chi ha la fortuna di ammirarli. Un territorio di mille e mille territori, piccoli e grandi, a rappresentare questi paesaggi e la bellezza che la rende unica al mondo. E non solo, l’origine della qualità ed i primati di biodiversità delle nostre coltivazioni che sono tanta parte del primato mondiale della Dieta Mediterranea e, grazie alla bontà e diversità del nostro cibo, la ragione del riconoscimento dell’Unesco alla Cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità. Tutti, dal Ministro dell’Agricoltura al mondo dell’agricoltura, si vantano di questi primati, e noi con loro, ma nessuno di questi illustri rappresentanti di un settore, per lungo tempo perno dell’economia italiana, spende una parola contro lo spreco di territorio, che, ad un ritmo di oltre 2 m²/sec, continua a sparire sotto colate di cemento ed asfalto, e, ultimamente, dopo i disastri prodotti dalle energie provenienti dai fossili (i negazionisti non mancano), con l’assalto delle energie rinnovabili, dette anche pulite, perché non inquinano l’ambiente. Lo feriscono, però, con la perdita di vegetazione e di suolo, nel caso degli impianti solari a terra, o, peggio, lo distruggono con i 50 metri cubi e più di calcestruzzo alla base dei pali eolici. Una perdita netta, purtroppo, di attività agricola e forestale a vantaggio di chi detiene il potere delle energie rinnovabili e continua a fare affari dopo i disastri provocati dai fossili. 

Parlare di energia rinnovabile senza precisare salvaguardia e tutela del paesaggio, oltre che  del terreno e del suolo agricolo, vuol dire dare:

- ragione alle banche ed alle multinazionali, cioè alla finanza che esprime il neoliberismo;

- continuità al furto di agricoltura e, con essa, alla cancellazione di aziende coltivatrici e alla perdita di cibo, che, nel caso dell’Italia, racconta 900 eccellenze Dop e Igp e oltre 5mila prodotti tipici tradizionali;

- significato al cibo "coltivato" in laboratorio dall'intelligenza artificiale;

- spazio e valore all’intelligenza artificiale con i “Data center”, strutture in cemento, che oltre a consumare terreno, divorano enormi quantità di acqua e di energia (lo Stato di New York qualche settimana fa ha emanato una legge che vieta la costruzione dei “Data Center” perché furto di territorio, acqua e energia);

- ancora più forza al consumismo, l’anima del neoliberismo, il sistema che l’America ha diffuso nel mondo e che Trump, con le sue contraddizioni, rappresenta alla perfezione.

Torna il consumo di energia come un movimento senza fine che fa pensare al termine della vita su questa nostra madre terra, sempre meno amata da quando siamo entrati nell'Antropocene, la nuova era geologica condizionata fortemente dalle azioni umane.

Non è un caso che chi avrebbe il compito di cambiare (sto pensando a movimenti e partiti), parla dimenticando la centralità dell’agricoltura e invoca la transizione energetica con le energie rinnovabili a spese del suolo. In pratica invoca il cambiamento ma, non avendo consapevolezza del sistema, il neoliberismo, che è la ragione della realtà sempre più triste che viviamo, nota gli effetti senza conoscere la causa. Non conoscendo la causa, il neoliberismo, lo rafforza invece di combatterlo per dare il via a un futuro possibile, sempre più necessario di pace, democrazia, uguaglianza, sostenibilità, con il cibo frutto della terra e dell’intelligenza umana. In pratica ridare respiro alla natura con il rilancio della biodiversità, che è vita e bellezza insieme.

Un futuro fondato sullo sviluppo delle energie rinnovabili non è un futuro fondato sull’ecologia, la pace e la democrazia, visto che le energie rinnovabili - al pari del sistema che attualmente le promuove, il neoliberismo predatorio e  distruttivo, che non ha il senso del limite e del finito -  rubano terra, natura suolo, agricoltura, cibo e paesaggio. Come dire che chiudono al domani, altro che aprire al futuro!

Tutto per mancanza di un’analisi della situazione che vive il mondo, sempre più nella mente e nelle mani del dio del neoliberismo, il denaro. Quello delle guerre e dei disastri ambientali, con il clima impazzito; della perdita di superfici enormi di territorio  e della preziosità dei suoli, la fertilità; della crisi dell’attività primaria, l’agricoltura, non più perno dello sviluppo economico; del cibo “coltivato” in laboratorio e dell’intelligenza artificiale. In pratica un futuro fondato sullo sviluppo del consumismo grazie alle energie rinnovabili, sulla perdita dei valori, a partire dalla democrazia e dalla libertà; sulla disgregazione della società e, con essa, azzeramento del senso della comunità.

Potrebbero interessarti

Editoriali

Abbattimento e sradicamento degli olivi come strategia di guerra

Nei territori palestinesi, la distruzione degli olivi è estesa e sistematica, associata anche alla costruzione della barriera di separazione israeliana in Cisgiordania e all’espansione degli insediamenti. Durante la raccolta, i contadini sono esposti al rischio di colpi d’avvertimento e di attacchi

09 settembre 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Editoriali

Dal crack Bioliva può nascere un colosso tunisino dell’olio d'oliva controllato dallo Stato

Il tribunale di Ben Arous ha affidato al commissario giudiziale la gestione totale delle società riconducibili ad Adel Ben Romdhane. Il dissesto di Bioliva e della Borges Organic Olive Oil Company potrebbe trasformarsi nella nascita di un nuovo grande operatore internazionale dell’olio di oliva

03 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva a 3,26 euro al litro: numeri stupefacenti

La morale invece che ci suggerisce il Sole24Ore è: l’olio extravergine d’oliva nel 2026 è aumentato troppo di prezzo rispetto a cinque anni prima. C’è necessità che esso venga ridimensionato

01 settembre 2026 | 08:15 | Giulio Scatolini

Editoriali

L’illusione dell’oro verde: i numeri di un’economia agricola che non chiude i conti

La resa dei conti nelle campagne italiane: tra aumenti del 40% sui costi in campo, la morsa del clima e le speculazioni dei grandi distributori, produrre olio extravergine è diventato un azzardo finanziario. Ecco cosa c’è dietro la bottiglia che portiamo in tavola

31 agosto 2026 | 13:00 | Antonio G. Lauro

Editoriali

Innovazione in agricoltura solo se fa rima con identità

Non tutta l'innovazione è positiva e va abbracciata senza una valutazione preventiva. Quando una tecnologia nasce già con una sperimentazione limitata e presenta un elevato rischio di rapido superamento, il pericolo è immobilizzare capitali importanti in strumenti che, nel giro di pochi anni, potrebbero risultare difficili da aggiornare, riparare o integrare con nuove soluzioni

28 agosto 2026 | 09:00 | Angelo Bo

Editoriali

Vendite e prezzo dell’olio di oliva italiano nelle mani di Coricelli o Dcoop: la vendita di Deoleo ci interessa tutti

Che mi importa se la partita per Deoleo la vince Dcoop o Coricelli, tanto per me non cambierà nulla! E’ la sintesi dell’atteggiamento italico di fronte a questo passaggio cruciale. Comunque vada si riscriverà la geografia dell’olio di oliva mondiale e l’Italia ne pagherà le conseguenze

27 agosto 2026 | 10:26 | Alberto Grimelli