Editoriali

Come nasce un quadro da un piatto

30 ottobre 2010 | Gualtiero Marchesi



I piatti, in particolare quelli ispirati all’arte nascono da un’associazione visiva, quando l’immagine del quadro entra in contatto con la materia usata dal cuoco e con le sue mani.
All’inizio è soprattutto una superficie, un volume, una tavolozza di colori.
Poi l’immaginazione si mette al lavoro e cerco come rendere quell’effetto, quell’emozione.

In quel momento, pur facendo una cosa diversa, avverto fortissima la vicinanza con l’altro, pittore o scultore che sia.
Ma l’aspetto più divertente è che a volte manca un dettaglio e allora è il caso a mettersi in moto come con l’Animella alla Fautrier.

L'opera di Fautrier alla quale si è ispirato Marchesi

Il corto circuito iniziale è avvenuto con uno dei quadri di Jean Fautrier, uno degli esponenti della corrente l’Informel, che appartiene alla serie Otages, realizzata mentre si nascondeva, cercando di sfuggire ai nazisti.
Pittura materica, dipinta mentre, utilizzando la spatola e lasciando poi cadere della polvere di colore a volte tenue a volte no.

Pittura, quindi, che si fa volume e, nel mio caso: cucina della verità, della forma e quindi della materia.
Dopo aver pensato all’animella come centro della composizione del piatto mi mancava tutto il resto.

Il progetto languiva da qualche giorno fino a che non mi cadde lo sguardo su una teglia dove avevano preparato una salsa per i ragazzi della cucina.
Era fatta con olio, soia, carote grattugiate, sesamo ed era perfetto.

Così è nata l’Animella alla Fautrier, la cui foto apre la mostra che è stata allestita al Parlamento Europeo di Bruxelles.


Animella alla Fautrier

Potrebbero interessarti

Editoriali

Seconda Chance: riportare l’umanità al centro del Creato

I concetti di perdono e seconda occasione sono fortemente legati non solo al cristianesimo ma proprio all’essere umano, capace di cadere, rialzarsi e imparare dai propri errori. Da Magnifica Humanits di Papa Leone XIV a Seconda Chance

26 maggio 2026 | 11:55 | Alberto Grimelli

Editoriali

Amaro e piccante dell'olio di oliva non piacciono? Il mercato lo fa il consumatore

L’olio extravergine è l’unico mercato al mondo in cui il “panel” è fatto da esperti che analizzano i prodotti, per quello che sono: in tutti gli altri mercati, in tutto il mondo, il “panel” è fatto dai consumatori che valutano i prodotti, per quello che fanno

22 maggio 2026 | 12:00 | Gigi Mozzi

Editoriali

Giorgio Pannelli, una vita per l’olivo

Si è spento un grande maestro non solo di potatura dell’olivo ma della cultura olivicola italiana. L’ha mosso sempre la passione non solo per gli ulivi ma anche per gli olivicoltori: scienza, umanità ed empatia

22 maggio 2026 | 09:30 | Alberto Grimelli

Editoriali

Affezionare il consumatore internazionale all'olio extravergine di oliva di eccellenza: missione possibile

Una serie di incontri per presentare e soprattutto per commercializzare i grandi oli e non solo, che questi contadini/eroi, si meritano di far conoscere e soprattutto di vedersi remunerati in maniera vera e soddisfacente

15 maggio 2026 | 12:00 | Fausto Borella

Editoriali

La Grande Distribuzione fa la politica olivicolo-olearia nazionale: olivicoltori sempre più arrabbiati

Inutile sedersi ai tavoli istituzionali e governativi quando la vera politica di settore è fatta con i prezzi a scaffale. Le quotazioni crollano e gli utili della Grande Distribuzione crescono. Sempre più vicino il punto di rottura. A quando un’iniziativa clamorosa?

06 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Scandalo Borges/Bioliva: la teoria del caos applicata all’olio di oliva

I portafogli di pochi si arricchiscono, quelli di tanti si impoveriscono. E intanto nessuno guarda l’orizzonte dove si profila l’arrivo di uno tsunami perché, nascondendo la sabbia sotto il tappeto, la Tunisia ha creato il mostro perfetto

30 aprile 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli