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Strumenti concreti contro la speculazione sull'olio di oliva italiano

Strumenti concreti contro la speculazione sull'olio di oliva italiano

Gli attuali parametri di riferimento, basati sulle rilevazioni delle Camere di Commercio sull'olio di oliva, non sono più adeguati a rappresentare fedelmente l’andamento del mercato né a garantire un sufficiente livello di trasparenza

02 dicembre 2025 | 11:00 | C. S.

“Il settore olivicolo non può più accettare che il valore del nostro extravergine italiano venga distorto dalle speculazioni”. Con questo messaggio il Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri, è intervenuto al Tavolo Olivicolo Nazionale convocato presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, richiamando l’attenzione sulla necessità di dotare il comparto di strumenti più efficaci contro le dinamiche speculative che stanno comprimendo il valore dell’olio extravergine di oliva italiano.

L’appuntamento è stato l’occasione per ribadire l’importanza di estendere il registro telematico a livello europeo e per sottolineare come gli attuali parametri di riferimento, basati sulle rilevazioni delle Camere di Commercio, non siano più adeguati a rappresentare fedelmente l’andamento del mercato né a garantire un sufficiente livello di trasparenza.

Per superare queste criticità, Coldiretti e Unaprol proponegono un rafforzamento del Portale SIAN, introducendo l’obbligo di registrazione delle contrattazioni non solo dell’olio sfuso, ma anche delle olive da olio. “Solo attraverso la dichiarazione delle contrattazioni, incluse quelle delle olive da olio – spiega Granieri – potremo disporre di un dato aggregato e geograficamente definito, capace di restituire il giusto valore ai produttori e al Made in Italy olivicolo. L’obiettivo è arrivare a un quadro completo delle diverse fasi di scambio, con informazioni riferibili alle singole piazze di contrattazione, così da garantire un riferimento oggettivo, non manipolabile e realmente rappresentativo per l’intera filiera”, conclude.

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