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Addio a 8 mila aziende agricole italiane nell'ultimo anno

Addio a 8 mila aziende agricole italiane nell'ultimo anno

Gli agricoltori in mobilitazione da tutte le regioni del Paese si ritroveranno il 6 per produrre con i loro trattori una iniziativa forte contro l’Accordo UE Mercosur. Il giorno dopo in Piazzale Ostiense gli agricoltori si incontreranno con le altre categorie produttive

05 marzo 2026 | 14:00 | C. S.

Nelle campagne e fra le marinerie italiane si sta consumando un processo pericolosissimo per tutto il Paese, nel silenzio ed all’ombra dell’attenzione generale.

Dietro una cortina di demagogia che inneggia alle meravigliose sorti del Made In Italy, si sta compiendo e sta precipitando il percorso che ci sta facendo diventare un Paese senza agricoltori, pescatori, artigiani del cibo, braccianti.

Solo nell’ultimo anno l’Italia ha perso circa 8.000 aziende agricole, stanno disarmando i pescherecci, si restringe la base di lavoro per i dipendenti, si abbandonano intere aree lasciate all’incuria ed esposte agli effetti dei mutamenti climatici senza più l’argine delle attività dei pastori, dei contadini e dei pescatori.

In compenso l’agroindustria e le concentrazioni commerciali e finanziarie aumentano la loro capacità di fare business su una merce che in realtà dovrebbe essere una delle prime fonti di vita: il cibo. L’Italia del 2026 deve fare i conti con l’aumento della povertà e della insicurezza alimentare.

Gli accordi di Libero Scambio pretendono di imporre definitivamente il modello della crisi rendendo vano sia l’ostinato lavoro di chi tutti i giorni cerca di produrre sulle barche, nelle stalle, nei campi e nelle botteghe artigiane.

Gli agricoltori in mobilitazione da tutte le regioni del Paese si ritroveranno il 6 per produrre con i loro trattori una iniziativa forte contro l’Accordo UE Mercosur, per incontrare nel pomeriggio i rappresentanti politici (con diversi parlamentari che hanno annunciato la presenza) e per mettere a punto la campagna nazionale di controinformazione e sensibilizzazione contro l’Accordo e per ottenere che l’Agricoltura e il Cibo siano posti fuori dalle Aree di Libero SCambio Commerciale. (Tre gli appuntamenti proposti alla stampa: alle ore 9 breve presentazione nel presidio degli agricoltori della giornata e colazione contadina, fra le 9.30 e le 13 corteo di trattori verso il Ministero del Made in Italy, alle 13 divulghiamo i documenti compreso un atto di diffida legale alla Commissione Europea da parte degli agricoltori itani, subito dopo il pranzo e l’incontro con i parlamentari)

Il giorno dopo in Piazzale Ostiense gli agricoltori si incontreranno con le altre categorie produttive (braccianti, pescatori, trasformatori artigiani, piccoli distributori e con le rappresentanze di sindaci e delle realtà dei consumatori, dei cittadini e della Difesa dell’ambiente, del Cibo e delle comunità).

Saranno 4 ore di denuncia, di racconto della realtà, di collegamento fra realtà diverse (compresi fra l’altro i collegamenti telefonici con i contadini del Sud America e l’assemblea dei Sindaci) che si concluderanno con un flash mob di denuncia e una forte azione che corre il rischio (Haimè, ormai di questi tempi!) di essere “rivoluzionaria” : la condivisione del cibo garantito dai nostri contadini e dai nostri cuochi.

Alla fine della mattinata sarà adottata la risoluzione finale dell’evento con cui si aprirà la fase di lavoro per una campagna di iniziative comuni fra gli agricoltori del movimento dei trattori, le altre categorie sociali, i cittadini e le istituzioni di territorio, con al centro un obiettivo: quello di far ripartire nel Paese il dibattito su quello che è uno dei valori strategici della nostra storia: come difendere e rilanciare il patrimonio di lavoro e di cura delle terre, del mare e del cibo.

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