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Xylella fastidiosa: l’Unione europea conferma l’assenza di cure
L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e dell'andriese
05 marzo 2026 | 15:00 | C. S.
La conferma da parte dell’Unione europea dell’assenza di cure efficaci contro la Xylella fastidiosa ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle misure di prevenzione e contenimento del batterio. Allo stesso tempo, l’apertura alla possibile riduzione dell’area di taglio intorno alle piante infette rappresenta un elemento di aggiornamento importante nell’approccio alla gestione fitosanitaria.
“La presa d’atto dell’assenza di cure – dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Massimiliano Del Core – conferma quanto la comunità scientifica sostiene da anni: la strategia deve continuare a basarsi su monitoraggio rigoroso, prevenzione e interventi tempestivi. La possibilità di ridurre il raggio di abbattimento, nel rispetto delle evidenze scientifiche, può contribuire a rendere le misure più proporzionate, salvaguardando al contempo le aziende agricole”.
L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e della BAT.
“In questa fase – conclude Del Core – è fondamentale un’azione coordinata tra istituzioni europee, nazionali e regionali, insieme alle organizzazioni di rappresentanza e al mondo produttivo. Siamo a disposizione per lavorare insieme al comitato scientifico regionale e dare il nostro contributo affinché le misure e gli interventi previsti dall’assessorato a sostegno degli agricoltori siano sempre più efficaci per la gestione del problema. Crediamo sia positiva l’idea di affidare la manutenzione di aree verdi pubbliche proprio agli agricoltori, da sempre in prima linea quando si tratta di presidio del territorio. Solo attraverso una strategia condivisa e strutturale sarà possibile accompagnare la ripresa dell’olivicoltura e tutelare un comparto strategico per l’economia e il paesaggio della nostra regione”.
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