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Federconsumatori contro la speculazione sull'olio di oliva italiano
Federconsumatori Basilicata propone l’inasprimento delle sanzioni per frodi agroalimentari, l’obbligo di tracciabilità totale per l’olio extravergine;, incentivi per la produzione sostenibile e certificata e tutela delle denominazioni di origine e delle varietà autoctone
23 novembre 2025 | 11:00 | C. S.
I contratti al ribasso e le importazioni massive da Paesi extra-UE rappresentano un attacco diretto alla qualità, alla trasparenza e al lavoro dei nostri produttori.
La Basilicata, terra di ulivi secolari e di tradizioni agricole millenarie, è oggi al centro di una crisi profonda. In piena campagna di raccolta, il mercato nazionale dell’olio extravergine d’oliva è sotto pressione a causa di acquisti massicci di olio proveniente da Paesi esteri, anche extra-UE, con l’obiettivo di abbassare artificialmente i prezzi all’origine. Questa strategia, mascherata da concorrenza, è in realtà una forma di dumping commerciale che compromette la filiera italiana, minando la fiducia dei consumatori e la tenuta economica dei produttori.
I cosiddetti “contratti al ribasso” sono accordi stipulati per fissare prezzi di acquisto dell’olio extravergine ben al di sotto dei costi di produzione. Tali pratiche: svalutano il prodotto italiano, equiparandolo a oli di qualità inferiore; costringono i produttori a vendere in perdita o a rinunciare alla raccolta; disorientano i consumatori, compromettendo la trasparenza e la fiducia nel mercato.
Le aziende olivicole lucane denunciano una realtà fatta di sacrifici e ingiustizie. Molti produttori sono costretti a lasciare le olive sugli alberi, mentre i frantoi lavorano a ritmi ridotti. Le cooperative agricole faticano a garantire la sostenibilità economica.
“Abbiamo investito in qualità, in certificazioni, in sostenibilità. E ora ci troviamo a competere con oli importati a prezzi stracciati, che non rispettano gli stessi standard. È una guerra impari.”
In un momento di scarsità di prodotto — con giacenze azzerate a settembre e ai minimi storici a ottobre — è inaccettabile che si continui a svendere l’olio extravergine d’oliva italiano. Federconsumatori Basilicata chiede la pubblicazione dei nomi di chi specula sul prezzo dell’olio; la denuncia per pratiche sleali di chi importa olio estero per rivenderlo come italiano; il rispetto della legalità, della trasparenza e del lavoro onesto.
Federconsumatori Basilicata sostiene le richieste avanzate al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), chiedendo interventi immediati da parte dell’Ispettorato Centrale Controllo Qualità (ICQRF): istituzione di una Cabina di Regia straordinaria con tutte le Forze dell’Ordine competenti; controlli straordinari nei porti e nei punti di ingresso, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane; campionamento accurato dei lotti di olio importato, con verifica dei Limiti Massimi Residuali (LMR); monitoraggio dei contratti futures presso le Borse Merci per individuare frodi e speculazioni.
La crisi dell’olivicoltura ha conseguenze gravi anche sul piano ambientale e sociale: degrado del paesaggio rurale; perdita di biodiversità; aumento del rischio idrogeologico; spopolamento delle aree interne. Difendere l’olivicoltura significa difendere il territorio e le comunità che lo abitano.
Federconsumatori invita i cittadini a diventare protagonisti del cambiamento: leggere attentamente le etichette; scegliere olio extravergine italiano certificato; sostenere i produttori locali; denunciare le frodi alimentari.
La Basilicata è custode di varietà olivicole autoctone come la Majatica di Ferrandina, l’ Ogliarola del Vulture, la Leccino e la Frantoio. I frantoi lucani, spesso a conduzione familiare, rappresentano un modello virtuoso di economia circolare, rispetto ambientale e qualità alimentare.
Federconsumatori Basilicata propone l’inasprimento delle sanzioni per frodi agroalimentari, l’obbligo di tracciabilità totale per l’olio extravergine;, incentivi per la produzione sostenibile e certificata e tutela delle denominazioni di origine e delle varietà autoctone. L’olio extravergine d’oliva italiano, e quello lucano in particolare, non è una merce qualsiasi. È identità, cultura, salute. E come tale va difeso.
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