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Stop al click day per i lavoratori agricoli
In Italia sono un milione gli addetti in agricoltura, di cui 1/3 stranieri. Con il decreto flussi per il lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo sono stati fatti passi avanti, ma occorre ancora semplificare le procedure
25 agosto 2025 | 10:00 | C. S.
“Vogliamo creare un’agenzia per agevolare il matching tra domanda e offerta nel mondo agricolo, per rispondere alle esigenze delle imprese ed evitare situazioni di criticità”.
Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Claudio Durigon durante il talk organizzato da Confagricoltura al Meeting di Rimini, dedicato alle nuove frontiere del lavoro agricolo, insieme al vicepresidente Sandro Gambuzza e al direttore generale Roberto Caponi.
“La creazione di un’agenzia è un’iniziativa che giudichiamo positivamente, ma che necessita di una riflessione più ampia” – ha commentato Gambuzza, allargando la prospettiva alle questioni più urgenti relative al settore. Non solo reclutamento della manodopera, ma anche formazione, sicurezza e garanzie per permettere agli addetti di professionalizzarsi e alle aziende di essere più performanti. L’evoluzione tecnologica in campo richiede infatti operai specializzati. Confagricoltura, a riguardo, sta investendo in progetti formativi in Tunisia e Uzbekistan.
“Sulla manodopera straniera ci sono ancora alcuni ostacoli importanti da affrontare, a partire dal Click Day – ha spiegato il dg Caponi – La nostra proposta è di abolirlo e avviare invece una sorta di prenotazione sempre aperta con il Ministero dell’Interno, con impegno su tempi e produzioni, in modo da garantire certezze sul fabbisogno effettivo di lavoratori e un reale controllo della domanda”.
“Lo strumento del click day è superato” – ha aggiunto Durigon, concordando sulla posizione di Confagricoltura.
In Italia sono un milione gli addetti in agricoltura, di cui 1/3 stranieri. Il fabbisogno è di circa 100.000 stagionali. Con il decreto flussi per il lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo sono stati fatti passi avanti, ma occorre ancora semplificare le procedure.
“E’ cambiato lo scenario generale del comparto: le imprese fanno sempre più ricorso all’appalto dei servizi per reclutare gli addetti. Anche lo strumento della disoccupazione agricola – ha detto Gambuzza – nato ormai molti anni fa in un contesto diverso, necessita di una riflessione alla luce dell’evoluzione del lavoro in agricoltura”.
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