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Altri 7 mila olivi da espiantare a Bitonto per far posto al fotovoltaico
Per il nuovo impianto è in corso l’iter autorizzativo per 32 ettari con l'espianto di migliaia di piante di olivo mature e perfettamente sane e produttive
23 luglio 2025 | 15:00 | C. S.
Nella frazione di Mariotto, a 14 km dal centro urbano di Bitonto, per fare spazio a un impianto fotovoltaico dell’estensione di 32 ettari, potrebbero essere espiantati 7.000 alberi d’olivo perfettamente sani e produttivi della varietà “coratina”. La richiesta di autorizzazione a realizzare l’opera è in corso di valutazione e oggi, mercoledì 23 luglio, alle ore 16.30 il sindaco di Bitonto ha convocato CIA Agricoltori Italiani di Puglia e le altre organizzazioni agricole per un incontro incentrato proprio sulla questione degli impianti da fonti rinnovabili.
“Quello che sta accadendo a Bitonto è uno scandalo bello e buono, un vero tradimento della nostra storia, delle nostre radici, con lo svilimento e lo scempio totale del nostro territorio e della vocazione plurisecolare che da sempre ci ha qualificati con orgoglio come la terra dell’olio”, attacca Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Puglia. “Bisogna essere pazzi o in malafede per autorizzare un ulteriore scempio e l’espianto di 7000 alberi d’olivo dopo aver già fatto sradicare 2000 piante per il primo impianto. Noi il nostro NO lo gridiamo forte e chiaro! Ora basta. Gli impianti fotovoltaici siano realizzati sugli edifici, dove non impattano con l’ambiente e non deturpano il paesaggio, ma soprattutto dove non sia necessario ferire a morte un territorio con l’espianto di migliaia e migliaia di alberi d’ulivo. Questo significherebbe svendere le nostre radici e ipotecare il futuro dei nostri figli. È vergognoso e inaccettabile”.
CIA Puglia, lo scorso 15 luglio, attraverso una lettera ufficiale firmata dal presidente Gennaro Sicolo e indirizzata al presidente della Regione Puglia, ha inoltrato formale richiesta a Michele Emiliano per la convocazione urgente di una riunione con i responsabili di tutti gli uffici regionali competenti sulla questione fotovoltaico. “Bisogna urgentemente modificare la legge regionale inerente alle autorizzazioni per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Bisogna fermare l’invasione indiscriminata dei pannelli a danno delle produzioni agricole”, ribadisce Sicolo.
IL SINDACO DI BITONTO. Lo scorso 9 maggio, destò scalpore l’indignata e vibrante denuncia fatta proprio da Gennaro Sicolo su quanto stava avvenendo ed è poi realmente successo a Bitonto, dove 2mila olivi di pregio, in piena salute e assolutamente produttivi, sono stati espiantati per far posto a un mega impianto fotovoltaico che si estende su 15 ettari. In seguito, nella sede Finoliva proprio a Bitonto, il 21 maggio CIA Puglia si è fatta promotrice di un incontro con Michele Emiliano a cui è stata consegnata una proposta per la modifica della legge regionale sugli impianti fotovoltaici. “A quell’incontro”, ricorda Sicolo, “partecipò anche Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto, che chiese scusa per non aver avuto modo di impedire lo scempio dei 2mila olivi. Ora io rivolgo una domanda al sindaco: vuole ripetere l’errore compiuto nei mesi scorsi? Perché chiedendo scusa ha riconosciuto che si sarebbe dovuto evitare quello scempio. E ora cosa fa? Vuole dare il via libera a uno sfregio tre volte superiore a quello a cui abbiamo già dovuto assistere? Sono queste le domande che rivolgeremo al sindaco Ricci nell’incontro di oggi. Ci auguriamo che le risposte siano chiare ed evidenzino una presa di posizione del Comune di Bitonto in favore degli agricoltori, dell’agricoltura e dello sviluppo realmente sostenibile della nostra Comunità. Occorrono fermezza e chiarezza. È necessario dire NO a ulteriori ferite del territorio e del paesaggio”. La proposta, elaborata da Massimo Fragassi responsabile dell’Ufficio Legislativo di Cia Puglia, s’incardina soprattutto su tre punti: considerare il suolo agricolo produttivo come bene comune da preservare e utilizzare per le colture; riservare la realizzazione di nuovi impianti in zone industriali, cave dismesse e su edifici pubblici; limitare l’utilizzo di suoli agricoli ai terreni incolti da almeno 5 anni. Inoltre, secondo CIA Puglia, occorre che le amministrazioni locali possano finalmente avere voce in capitolo nel processo autorizzativo, facendo valere le caratteristiche e la tutela del territorio, in modo che non vengano concesse autorizzazioni che presentino profili di inidoneità.
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