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Dalla robotica al tree climbing l’agricoltura chiede sempre più ricerca
Sviluppata sulle esigenze delle aziende, non standardizzata e multifunzione è la meccanizzazione che serve all’agricoltura, di per sé difficile da robotizzare. Più intelligenza artificiale nel futuro
11 novembre 2024 | 14:00 | C. S.
Robotica e applicativi 4.0, intelligenza artificiale e tree climbing, il futuro prossimo al servizio dell’agricoltura, per combattere le fitopatie e difendere le colture, irrigare e risparmiare acqua o fare manutenzione sostenibile del verde, si muove lungo queste grandi macro-direttrici, esplorate da ricerca e progettazione, guardate con interesse dal mondo produttivo. Serve tempo per integrare processi e una nuova cultura del lavoro agricolo, incentivi adeguati al cambio di passo senza intaccare il reddito e coinvolgendo tutto. Di questo si è anche parlato a Eima con Cia-Agricoltori Italiani, negli Agripanel promossi con Agia, la sua Associazione dei giovani imprenditori e realizzati insieme al Crea.
Sviluppata sulle esigenze delle aziende, non standardizzata e multifunzione è la meccanizzazione che serve all’agricoltura, di per sé difficile da robotizzare. Soluzioni continuamente testate e scalabili per intervenire su un’operatività più sostenibile, in termini di sicurezza e salute per gli agricoltori, come nel caso dei trattori a guida autonoma o dei robot per i trattamenti antiparassitari, il cui intervento può incide anche sulla riduzione d’uso di questi ultimi e sui costi importanti di strumenti e piattaforme, sfruttando la versatilità degli usi possibili, tra tutti la raccolta dei dati. Il comparto vitivinicolo, tra i più solidi in Italia, a trainare la transizione, ma la crisi climatica e i rischi per i principi attivi -è emerso negli incontri- spinge anche l’ortofrutta e il vivaismo, in Calabria per esempio, ad accelerare sul fronte tecnologico per sopravvivere agli eventi estremi e fare la differenza sul mercato.
Passare dagli impianti di irrigazione a pioggia a quelli a goccia ha salvato non poche delle aziende del Sud, segnate dalla siccità. Se vuole salvarsi, l’agricoltura è spinta a diventare di ultraprecisione -è stato il parere dei ricercatori intervenuti-. Va avanti con convinzione l’esperienza open source delle centraline per l’irrigazione di precisione, applicata da Nord a Sud Italia, come ai Caraibi per risparmiare acqua ed energia, primi risultati alla mano tra i 34 e i 44 mila kW in meno in 77 giorni.
Quanto al verde urbano, poi -altro tema affrontato negli Agripanel- l’Italia è sotto di dieci punti percentuali rispetto alla media Ue: 12 città - tra cui Milano, Roma, Verona e Catania - registrano in totale il 37% di verde contro il 47% europeo. Gli alberi forniscono servizi ecosistemici insostituibili e contribuiscono a migliorare la qualità della vita nei grandi centri. Eppure, vanno gestiti con tecniche sostenibili e con una corretta intensità di meccanizzazione che va dal tree climbing ai tradizionali metodi che prevedono l’impiego di una piattaforma di lavoro elevabile. Più spazio va dato, poi, all’analisi dei cantieri di lavoro per la caratterizzazione e la modellizzazione dei fattori implicati, per fare scelte orientate all’equilibrio ambientale, economico e sociale.
Infine, l’Intelligenza artificiale, grande emblema del secolo rispetto al binomio uomo-macchina. Agevolare l’Ai per tutelare il lavoro, migliorarne le condizioni, per integrare e diversificare le attività, garantendo la continuità dei processi -tra le visioni scaturite dal dibattito con i produttori incontrati allo stand di Cia-. Di fatto, l’attuale diffusione delle moderne tecnologie meccatroniche e digitali sta giocando un ruolo fondamentale nella gestione delle principali operazioni colturali. La possibilità di avere l’integrazione di più sistemi di monitoraggio puntuale, prossimale e da remoto permette di agevolare, anche con mirate applicazioni di intelligenza artificiale (IA) la messa a punto di sistemi di supporto alle decisioni validi, versatili ed affidabili. La progressiva riduzione dei principi attivi consentiti e attualmente disponibili e l’aumento di nuove criticità fitosanitarie, rendono tale percorso piuttosto obbligato. La difesa delle colture può trovare nella tecnologia valido supporto per azioni efficienti, estremamente mirate e massima salvaguardia ambientale.
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