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Ecco perchè un cono gelato artigianale deve costare 5 euro

Ecco perchè un cono gelato artigianale deve costare 5 euro

Un gelato artigianale vero, fatto con frutta vera, latte fresco, zucchero naturale, ha costi di produzione elevati e margini spesso minimi. Un gelato buono, sano e fatto bene costa di più, ma spesso viene venduto a un prezzo inferiore al suo valore reale

02 agosto 2025 | 11:00 | C. S.

Nel pieno delle polemiche estive sul “caro gelato artigianale”, interviene Federico Maronati, esperto del settore, con un’analisi che restituisce profondità a un dibattito che, tra social e giornali, ha privilegiato l’indignazione facile ai dati concreti. «Un cono da 5 euro non è uno scandalo. È il prezzo corretto per un alimento fresco, artigianale, preparato ogni giorno con ingredienti naturali. Lo scandalo, semmai, è non sapere cosa ci viene venduto quando ne paghiamo 1,50.»

Maronati spiega come un gelato artigianale vero – fatto con frutta vera, latte fresco, zucchero naturale – abbia costi di produzione elevati e margini spesso minimi. Alcuni esempi aiutano a capirlo meglio:

Per un gelato alla ciliegia di alta qualità, servono 500 g di frutto fresco per ogni kg di gelato. Solo la materia prima incide per oltre 7,50 euro/kg.
Un gelato al pistacchio richiede ingredienti che costano tra 15 e 20 euro/kg solo per la frutta secca, portando il prezzo congruo di vendita a 34–40 euro/kg, al netto dell’IVA.
Dal 2020 al 2025, il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del +259%.
Nello stesso periodo, il cacao è salito del +262%, mentre lo zucchero ha registrato un +64,8% (dati Istat e MIMIT).
Il risultato? Un prodotto buono, sano e fatto bene costa di più, ma spesso viene venduto a un prezzo inferiore al suo valore reale.

«Non è il gelato ad essere caro, ma la percezione a essere sbagliata. Ci indigniamo per un cono a 5 euro e non ci chiediamo cosa c’è dentro a quello da 2. È tempo di ridare valore al lavoro artigianale.»

Una riflessione che invita a superare i luoghi comuni e a sviluppare una maggiore consapevolezza di consumo. Perché dietro a una pallina di pistacchio, spesso, c’è molto più di quanto crediamo.

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