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L'Italia ha bisogno di un piano irriguo nazionale
Il tema acqua è fondamentale per uno dei due settori portanti della nostra economia, che è l'agricoltura; per questo, la questione invasi è centrale. È necessaria una strategia europea sui bacini
03 luglio 2024 | C. S.
Si è conclusa a Roma l'assemblea nazionale dell'Anbi (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue), dal titolo 'Quali scelte dopo il PNRR-La rete dei consorzi di bonifica, valore strategico per il Paese', per delineare un piano contro i cambiamenti climatici, la siccità e le alluvioni. Nell'ultima giornata dell'evento hanno partecipato, tra gli altri, Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica (in video collegamento), Stefano Patuanelli, membro della quinta Commissione programmazione economica, bilancio del Senato della Repubblica, Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato Acea, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.
In apertura del primo panel 'Un Blu deal per l'Acqua in Europa', per lo sviluppo di tecnologie per l'efficienza idrica, il riciclo e la riduzione dell'inquinamento, Tajani ha spiegato che "serve un ambientalismo pragmatico, che tuteli l'ecosistema senza distruggere l'opera e la presenza dell'uomo, come ribadiremo, come delegazione italiana nel Partito Popolare Europeo, a Ursula Von der Leyen; per questo alcune normative, sia in politica agricola che industriale sono per noi inaccettabili. Il tema acqua è fondamentale per uno dei due settori portanti della nostra economia, che è l'agricoltura; per questo, la questione invasi è centrale. È necessaria una strategia europea sui bacini e siamo riusciti a far sì che Roma possa essere un punto di riferimento per l'intera area del Mediterraneo, perché la questione non può essere affrontata solo a livello nazionale. Ne abbiamo fatto una questione politica importante e aver ottenuto il Forum Euromediterraneo dell'acqua nel 2026 è una scelta che abbiamo fatto, perché riteniamo che il tema debba riguardare anche il Mediterraneo, dobbiamo fare in modo che anche attraverso l'utilizzo dell'acqua possa esserci crescita in politica internazionale. Ne farò un punto anche in occasione dei due G7 che guiderò: uno in Calabria sul commercio internazionale e un altro a Pescara sulla cooperazione internazionale. Vedremo, se riusciremo con la diplomazia a convincere sia i palestinesi che israeliani, ad esempio, ad affrontare la questione dell'acqua".
Per Patuanelli "il Governo sta facendo bene su questo tema (per il contrasto alle alluvioni e siccità, ndr). Il piano invasi è fondamentale e dobbiamo accelerare i tempi di intervento con gli investimenti. E poi, serve la compartecipazione tra pubblico e privato per gli investimenti rivolti alla prevenzione".
Collegato da remoto, Pichetto Fratin, inserito nel panel sulla prevenzione e l'emergenza, ha puntualizzato: "Quello che era straordinario un tempo, oggi è diventato ordinario per la siccità e le alluvioni, siamo preoccupatissimi per la situazione della Sicilia. Le ultime dighe sono state costruite 40 anni fa e ora servono pianificazioni e programmazioni concrete per il futuro della risorsa idrica in Italia".
L'amministratore delegato di Acea Palermo ha spiegato che "bisogna far passare il concetto del 'net zero water', ovvero che ogni litro d'acqua deve essere riutilizzato più volte possibile. Il concetto del riuso è un concetto chiave che in Italia può crescere in modo significativo, e su questo noi stiamo investendo anche con progetti pilota. Crediamo che questa può essere una delle componenti della ricetta per attenuare il tema. Poi c'è il discorso che le infrastrutture non sono collegate l'una con l'altra e lo spostamento idrico in diverse aree del Paese risulta sempre molto complesso. Questo non è vero per gas ed elettricità e una riflessione sull'acqua bisogna farla. Siamo impegnati sui bacini e gli invasi, lì si può fare tanto".
In conclusione dei lavori il presidente di Anbi ha spiegato, all'Agenzia Dire, l'obiettivo primario dell'Assemblea: "Vogliamo rimettere al centro del Paese gli investimenti necessari a rispondere alla crisi climatica- ha dichiarato Francesco Vincenzi- Un investimento che significa visione e strategia in un Paese che si deve riprendere la propria capacità di investimento per risolvere questo problema e, soprattutto, per dare futuro alle nuove generazioni che vogliono continuare a produrre e vivere nel nostro territorio. È importante la programmazione e la pianificazione, come Consorzio di bonifica siamo disponibili a offrire al Paese questa opportunità, come soggetti attuatori rispetto ad un piano idrico nazionale che ha una visione di 10 anni e finalmente può dare una prospettiva concreta all'Italia".
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