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Il biologico è un’opportunità per sostenere tutta l’agricoltura italiana
I terreni coltivati a biologico nel 2021 sfiorano i 2,2 milioni di ettari, crescendo del 4,4%. Nell’arco di un trentennio, il biologico è definitivamente passato da un modello di produzione agricola di nicchia a un paradigma di riferimento
07 luglio 2022 | C. S.
Le superfici coltivate a biologico in Italia continuano ad aumentare, così come gli operatori. Questo in sintesi il quadro che emerge dalle anticipazioni di “Bio in cifre 2022”, presentate durante l’evento "Appuntamento con il Bio: l'agricoltura biologica del futuro" organizzato da ISMEA, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.
Secondo le anticipazioni di “Bio in cifre 2022”, che fotografano l’andamento del settore elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaf, i terreni coltivati a biologico nel 2021 hanno raggiunto 2.187.570 ettari, crescendo del 4,4%, L’incidenza delle superfici bio sulla SAU nazionale ha raggiunto il 17,4%, confermandosi la più alta in Ue. In crescita anche il numero degli operatori che si attestano a 86.144, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e del 78,5 % negli ultimi 10 anni.
I trend di crescita rilevati confermano dunque come, nell’arco di un trentennio, il biologico sia definitivamente passato da un modello di produzione agricola di nicchia a un paradigma di riferimento per tutta l’agricoltura, sia in Italia che in Europa, anche per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e delle sue Strategie.
È altrettanto evidente, tuttavia, che dopo 15 anni di sviluppo a ritmi elevati, anche il biologico stia attualmente risentendo della contrazione generale dei consumi determinata dallo scenario di forte instabilità legato al conflitto bellico russo-ucraino, all’incremento dei costi energetici e delle materie prime e al concretizzarsi di una forte inflazione che riduce il potere d’acquisto delle famiglie.
“I dati Ismea confermano l’Italia come un Paese fortemente vocato al biologico. In questa fase di transizione agroecologica, dove il bio ha un ruolo fondamentale, è necessario compiere ulteriori passi avanti per affermare il metodo biologico come opportunità strategica per contrastare la crisi climatica e la perdita di biodiversità, oltre che per accrescere la resilienza dei sistemi produttivi rispetto alle crisi geopolitiche.
Siamo in un momento decisivo. Finalmente è stata approvata la legge sul biologico, che prevede iniziative fondamentali per lo sviluppo del settore come l’istituzione dei distretti biologici, delle filiere Made in Italy bio al giusto prezzo per i cittadini e agricoltori, del marchio biologico italiano oltre a investimenti in ricerca, formazione e innovazione. Finalmente abbiamo stanziamenti importanti per sostenere il biologico, oltre 3 miliardi di euro, è fondamentale però che questi fondi vengano spesi al meglio, per favorire la transizione agroecologia e rilanciare l’intero comparto a partire dai consumi interni. Dobbiamo tenere alta l’asticella e rimboccarci le maniche per usare questa fase per far crescere tutta l’agricoltura italiana”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
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