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Due miliardi di euro per sviluppare biogas e biometano in Italia
Il settore primario può produrre 6,5 miliardi di metri cubi di gas entro il 2030 ma serve sburocratizzazione e semplificazioni anche per l'uso del digestato come concime per l'agricoltura
28 aprile 2022 | C. S.
Con 1,92 miliardi di euro previsti nel Pnrr il biogas e il biometano rappresentano scelte strategiche per rispondere al caro energia che pesa su famiglie e imprese schiacciate dagli effetti della guerra in Ucraina. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del convegno “Il biogas e biometano: la risposta agricola alla crisi energetica”, presso il ministero delle Politiche agricole, nel sottolineare l’importanza di snellire la burocrazia e di continuare a puntare sulle aziende agricole per la produzione energetica nazionale, dal biogas al fotovoltaico sui tetti senza consumo di suolo.
Con lo sviluppo del biometano agricolo Made in Italy “dalla stalla alla strada” è possibile arrivare ad immettere nella rete fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas “verde” da qui al 2030 che rappresenta il 10% del fabbisogno della rete del gas nazionale, riducendo la dipendenza del Paese dall’estero e fermando i rincari che stanno mettendo in ginocchio le imprese.
Per Coldiretti bisogna semplificare tutte le procedure e tagliare la burocrazia, puntando su bio economia circolare e chimica verde leggera anche per diminuire la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti spesso provenienti da Paesi terzi rispetto all’UE. Infatti il processo di produzione del biometano alimentato da scarti e rifiuti delle filiere agroalimentari mette a disposizioni preziosi materiali fertilizzanti, il cosiddetto digestato che contiene elementi quali azoto, fosforo e potassio ideali per i terreni grazie all’apporto di sostanza organica e di elementi nutritivi.
“Le energie rinnovabili portano vantaggi economici a famiglie e imprese” conclude Prandini nel sottolineare che davanti all’emergenza energetica che stiamo vivendo abbiamo la necessità di dare continuità agli impianti di biogas indipendentemente da quando sono stati realizzati visto che non possiamo abbandonare un numero rilevante di strutture che sono perfettamente funzionanti e ai quali basta dare un giusto incentivo per continuare a svolgere la loro attività”.
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