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I consumatori devono scegliere il giusto olio extra vergine d'oliva
Gli industriali invitano gli italiani a conoscere meglio questo alimento, sulla cui autenticità vigilano ben 8 diversi organismi di controllo. Dal contenitore giusto alla corretta conservazione, bastano poche accortezze
18 novembre 2021 | C. S.
Consumatori più consapevoli ed informati per scegliere bene l’olio d’oliva. E’ l’invito che ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria, rivolge agli italiani, in occasione della nuova campagna olearia.
Secondo le stime di ASSITOL, la produzione supererà di poco le 300mila tonnellate, in ripresa rispetto alla precedente campagna, ma non ancora ai livelli migliori di produzione. La qualità degli oli, in generale, dovrebbe essere di buon livello. “Abbiamo più di 500 cultivar ed infinite possibilità di blend – sottolinea Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva dell’Associazione – Come scegliere? E’ semplice: assaggiando. Invitiamo i consumatori a provare oli diversi. In questo modo sarà piacevole sperimentarli nella cucina di casa e decidere, secondo il proprio gusto, quali sono gli accostamenti più riusciti”.
In pandemia, la passione degli italiani per l’extra vergine si è rafforzata. “Semmai, dovrebbero imparare a conoscerlo meglio – afferma la presidente –. E’ arrivato il momento di abbandonare l’atteggiamento passivo, fin troppo diffuso, che consiste nel basarsi esclusivamente sul prezzo quando si sceglie l’olio, facendo invece attenzione ad altri elementi, essenziali per capire che il prodotto si può consumare in sicurezza”.
Per ASSITOL, insomma, il consumatore deve apprendere almeno alcune regole di base. Ad esempio, non deve dimenticare che l’olio d’oliva si vende in contenitori appositi, come le bottiglie di vetro scuro. “Occhio a chi vi propone un prodotto presentato in recipienti improvvisati oppure in bottiglie anonime, con la scusa che l’olio è ‘ruspante’ – avverte Anna Cane – per non parlare di quegli oli lasciati per ore su qualche bancarella, in balìa della correnti d’aria, sotto il sole o vicino a fonti di calore. Il pericolo è di acquistare un extra vergine già deteriorato, con difetti importanti”. L’olio d’oliva è un prodotto vivo, sensibile agli sbalzi di temperatura e alla luce, che va preservato con attenzione.
A differenza del vino, l’extra vergine appena prodotto, il cosiddetto “olio nuovo” esprime il massimo delle sue potenzialità sensoriali e nutrizionali. “Siamo tutti responsabili della qualità, dal campo alla tavola – osserva la presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL –. Anche il consumatore deve fare la sua parte”. Persino nella dispensa di casa, le regole della corretta conservazione vanno seguite con cura. Basta dimenticare di tappare la bottiglia dopo l’uso o collocare l’extra vergine vicino ai fornelli, per danneggiare irrimediabilmente questo alimento. Al riguardo ASSITOL, insieme all’Unione Consumatori, ha stilato una Guida, consultabile online (https://www.assitol.it/guida/).
Sull’autenticità e la genuinità dell’olio, l’Associazione ricorda che ben 8 diversi organismi di controllo vigilano sul comparto oleario e che il SIAN, il sistema telematico di monitoraggio, verifica tutti i flussi in entrata ed in uscita degli oli. Secondo i dati dell’Icqrf, l’organismo anticontraffazione del Ministero delle Politiche Agricole, nel 2020, sono stati effettuati quasi 11mila controlli sul settore oleario, mettendo sotto esame oltre 12mila prodotti. Di questi, soltanto l’11,2% è risultato irregolare, dando origine ad appena 18 notizie di reato, a conferma che nella maggior parte dei casi non si trattava di irregolarità gravi. Inoltre è bene sapere che, all’interno delle aziende, ogni anno si eseguono migliaia di controlli sugli oli prima della loro commercializzazione, per garantire la qualità del prodotto in uscita.
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