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Agrumi in crescita nel segno del bio in Calabria e Basilicata

Agrumi in crescita nel segno del bio in Calabria e Basilicata

Calabria, Basilicata e piana di Gioia Tauro sono i territori degli agrumi. Il volume complessivo della produzione tra i vari areali si attesta su circa 90 mila quintali, di cui oltre l’90% certificati biologici

11 gennaio 2026 | 11:00 | C. S.

La campagna agrumicola 2025/2026 di Apofruit si è aperta all’insegna di una continuità produttiva che ormai prosegue da tanti anni e di una vocazione sempre più orientata al biologico, che rappresenta la grande maggioranza di tutta l’offerta. A fare il punto della situazione, in occasione del “giro di boa” di dicembre/gennaio, sono Cesare Gridelli e Tonino Rubolino, rispettivamente direttore di Canova (la società del Gruppo Apofruit specializzata nella commercializzazione a marchio Almaverde Bio della produzione biologica dei soci e dei partner di Apofruit) e coordinatore  Apofruit per il Sud Italia.  

Gridelli spiega: “I territori coinvolti sono Calabria (principalmente la piana di Sibari), con una quota di circa l’80%, Basilicata e piana di Gioia Tauro. Il volume complessivo della produzione di agrumi tra i vari areali si attesta su circa 90 mila quintali, di cui oltre l’90% certificati biologici. Una percentuale, questa, nettamente superiore alla media delle nostre altre produzioni ortofrutticole, che si colloca tra il 25 e il 30%. Una quota significativa dei volumi di agrumi, pari a circa il 50%, è rappresentata da clementine e mandarini senza semi, affiancati da arance – in particolare del gruppo Navel – e da circa 10 mila quintali di limoni. La campagna 2025/2026, almeno nelle fasi iniziali, è stata caratterizzata da alcune criticità, in particolare dalla scarsità idrica, che ha influito sul calibro delle clementine. Un aspetto rilevante in un contesto di forte concorrenza internazionale, soprattutto da parte della Spagna, che sui mercati europei si sta presentando con frutti di dimensioni maggiori. In tale scenario, diventa sempre più fondamentale una corretta gestione agronomica, a partire dal diradamento in campo, per mantenere elevati standard qualitativi e garantire la competitività dei prodotti”. 

Rubolino poi ha aggiunto: “Stiamo cominciando a vedere i frutti degli investimenti fatti a partire da otto anni fa sugli agrumi, con un notevole ampliamento della campagna. Mentre un tempo, infatti, tutto si concentrava in circa tre mesi, oggi la produzione parte attorno al 10 ottobre con le clementine precoci e prosegue fino alla fine di maggio con le ultime arance tardive. Tutto ciò genera vantaggi sia per i produttori, che riescono a programmare forniture per circa sette mesi consecutivi, sia ovviamente per i nostri partner della Grande Distribuzione”.  

Rubolino poi affronta anche il tema delle varietà che hanno permesso questo grande ampliamento della finestra produttiva e commerciale. “Accanto al clementino comune, la cui raccolta si conclude entro dicembre, trovano sempre maggiore spazio le varietà medio tardive e tardive simil-clementine e come Hernandina® e mandarini senza semi Tang Gold®, Valley Gold® e Mandalate®, che coprono il periodo da dicembre a marzo. In particolare, per questa campagna avremo circa 3.000 quintali di Hernandina®, 1.000 di Valley Gold®, 5.000 di Tang Gold® e 2.000 di Mandalate®. Per quanto riguarda le arance, invece, dopo Fukumoto® e Navelina®, da febbraio entrano in produzione le varietà tardive come Lanelate®, Chislett Powel Navel® e Valencia midnight® che permettono appunto di prolungare la raccolta fino ad aprile. Non da ultimo, a tutto ciò si affiancano circa 10.000 quintali di limoni (Interdonato, 2KR e Zagara Bianca) che con le fioriture tardive producono fino a luglio.” 

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