Associazioni di idee

Italia sempre più leader nel comparto delle sementi orticole

Italia sempre più leader nel comparto delle sementi orticole

33mila gli ettari destinati alla moltiplicazione. A livello di singola coltura, le migliori performance si registrano per il ravanello in cui si osserva un incremento di oltre il 50 % rispetto al 2019

19 ottobre 2021 | C. S.

Sono stati 33.000 gli ettari destinati alla produzione delle sementi ortive e aromatiche nel 2020, a conferma della posizione di leader che l’Italia storicamente occupa in questo settore. È quanto emerge dall’indagine condotta da Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane.

Rispetto al 2019, l’incremento delle superfici destinate alle ortive è stato dell’8%. Si tratta di un trend estremamente positivo se si tiene conto del momento difficile che stanno vivendo tutte le produzioni mondiali. A livello di singola coltura, le migliori performance si registrano per il ravanello in cui si osserva un incremento di oltre il 50 % rispetto al 2019. Un netto aumento si osserva anche per mostarda e senape.

Se si considerano anche le specie aromatiche, la crescita è stata di circa il 45%. Questa forte crescita è trainata dalla performance del coriandolo, il quale ha raddoppiato le proprie superfici arrivando a 19.400 ettari.

A livello di distribuzione territoriale, si confermano le consolidate gerarchie nazionali: la regione leader resta l’Emilia-Romagna con 10.700 ettari, seguita da Puglia con 8.600 e Marche con 5.500 ettari.

“Il comparto della moltiplicazione di sementi da orto è il fiore all’occhiello del settore sementiero italiano ed è apprezzato anche all’estero, da dove arriva una parte significativa della domanda, ha dichiarato Roberto Morelato, presidente della Sezione Orto di Assosementi. Alla base di questo successo vi sono due elementi principali: la vocazione di molti areali italiani a questo tipo di produzione che nella dorsale adriatica, dall’Emilia-Romagna alla Puglia, trova la sua massima espressione, e l’elevato know-how delle ditte sementiere, sviluppato nel corso di una lunga tradizione, che permette di svolgere in modo ottimale questa attività.”

“A questi elementi va aggiunta anche l’attenzione delle istituzioni, che con provvedimenti normativi territoriali e progetti specifici favoriscono la creazione di ‘distretti produttivi’ e generano le condizioni alle quali le aziende del settore possono distinguersi e competere nel contesto globale” ha concluso Morelato.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Troppo olio di oliva italiano nelle cisterne, servono più controlli a scaffale

L’olio extravergine d’oliva, simbolo della Dieta Mediterranea e pilastro dell’economia agricola pugliese, è oggi minacciato non solo dall’aumento dei costi di produzione, ma anche dall’invasione di prodotto straniero

13 aprile 2026 | 16:00

Associazioni di idee

Il consumo quotidiano dell'olio extravergine di oliva riduce del 23% il rischio di mortalità

Sostanze come l’oleocantale, con proprietà antinfiammatorie naturali, l’idrossitirosolo, che protegge il colesterolo LDL dall’ossidazione, e la vitamina E contribuiscono a rendere l’olio extravergine di oliva un alimento unico dal punto di vista nutrizionale

13 aprile 2026 | 09:30

Associazioni di idee

Meno burocrazia per il vino italiano

Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro. Meno burocrazia vale il 10% del PIL vitivinicolo

12 aprile 2026 | 11:05

Associazioni di idee

Istituzioni ed aziende agricole unite contro la Xylella fastidiosa dell'olivo

Le difficoltà economiche per chi deve reimpiantare gli olivi con costi elevati, stimati intorno ai 1.500 euro per ettaro, indispensabili per ripristinare impianti produttivi efficienti e sostenibili nel lungo termine

12 aprile 2026 | 09:00

Associazioni di idee

Allarme per il mercato dell'olio di oliva italiano: attivare il DLgs 198/2021

Occorre migliorare il rilevamento dei prezzi, a partire dalle olive e in ogni fase della filiera, segnalando eventuali abusi e illeciti e studiando nuovi modelli di valutazione dei rischi che aiutino a prevenire e contrastare pratiche sleali

11 aprile 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Le colpe della Grande Distribuzione sui fallimenti dell'industria olearia e dell'olivicoltura nazionale

Arriva la notizia della prima chiusura di azienda olearia. L'impresa di Latina strangolata da meccanismi ben noti, come le aste al ribasso della GDO. Presto a subire gli effetti di frodi e mancati controlli anche l'olivicoltura italiana

10 aprile 2026 | 11:00