Associazioni di idee

Il Green Deal europeo rischia di essere compromesso dalla Pac

Disastroso accordo sulla riforma della Pac in palese contrasto con gli obiettivi delle Strategie europee Farm to Fork e Biodiversità 2030. Una resa incondizionata alle grandi lobby dell’agricoltura industriale

05 novembre 2020 | C. S.

Le maggiori forze politiche europee sono giunte la settimana scorsa a un accordo sul voto sulla Pac che, se avrà la meglio al Parlamento europeo nel voto in plenaria con inizio previsto per il 21 ottobre, determinerà conseguenze disastrose per la salvaguardia della biodiversità, la natura e la lotta ai cambiamenti climatici. Il voto cadrà nella stessa settimana del cruciale incontro del Consiglio dei Ministri europei per l’agricoltura, il cui contributo per una Pac ambiziosa dal punto di vista ambientale sarà fondamentale, anche se per il momento i governi nazionali sembrano determinati nel voler puntare basso su questo aspetto.

L’accordo, sottoscritto dai tre maggiori gruppi politici europei, il Partito popolare europeo (Ppe), i Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe (Liberali), sulla prossima Politica agricola comune risulta essere molto negativo per l'ambiente e rischia di vanificare gli sforzi ambientali della nuova Commissione europea. Lo denunciano a gran voce i principali rappresentanti della società civile e delle ong ambientaliste in tutta Europa: il Parlamento europeo rischia di arrestare e boicottare il processo del Green Deal europeo e i suoi obiettivi contenuti nelle recenti Strategie approvate pochi mesi fa, quelle sulla Biodiversità 2030 e la Farm to Fork.

Tra le proposte più dannose concordate da Ppe, S&D e Renew Europe quelle di non allocare un budget specifico per la protezione della biodiversità sui terreni delle aziende agricole - attraverso la creazione di stagni, siepi e piccole zone umide, come prevede la Strategia Ue Biodiversità 2030 e di rimuovere l’obbligo di almeno il 10% dei terreni agricoli dedicati alla biodiversità. Questi elementi sarebbero necessari e fondamentali per salvare le numerose specie a rischio di estinzione in tutta Europa. Altro elemento sconcertante dell’accordo è l’intenzione di rimuovere il divieto di arare e convertire i prati permanenti nei siti Natura 2000, che sono aree protette di interesse pubblico e che dovrebbero rimanere tutelate per il bene delle persone, degli animali e dell’ambiente.

Queste proposte, unitamente ad altre gravissime, potrebbero già significare la fine dell'ambizioso Green Deal dell'Ue, che ha disperatamente bisogno di una riforma radicale della Pac per avere successo.

Questo accordo potrebbe essere devastante in quanto propone di dirottare risorse verso pratiche "ambientali" che solo le grandi aziende potrebbero permettersi e i cui benefici ambientali sono discutibili, come l'agricoltura di precisione. Questo tipo di greenwashing finanziato con fondi europei potrebbe ostacolare seriamente le aziende agricole dedite all'agricoltura biologica e all'agroecologia.

"Questa proposta – afferma Marta Messa, direttrice di Slow Food Europa e a capo dell’ufficio Slow Food di Bruxelles - è una dichiarazione di resa all’agricoltura intensiva e a uno status quo che favorisce pochi e manca di sostenere tutti quei produttori che quotidianamente, attraverso pratiche agro ecologiche, producono cibo e salvaguardano l’ambiente. Ci appelliamo ai membri del Parlamento europeo, perché mantengano le promesse fatte ai cittadini europei alle elezioni 2019: un maggiore e concreto impegno nella lotta al cambiamento climatico e alla difesa della biodiversità. E ci appelliamo anche ai cittadini europei, perchè siano vigili e partecipi dei processi che determinano il futuro del nostro cibo, del nostro pianeta e del nostro futuro".

Attualmente, oltre il 35% del budget totale dell’Unione Europea, pari a circa 60 miliardi di euro versato dai contribuenti dell'Ue vengono spesi ogni anno per i sussidi della Pac, che per lo più finanziano l'agricoltura intensiva e industriale. Questo modello produttivo è tra le principali cause di perdita di biodiversità, d’inquinamento dell'acqua e dell'aria, e del cambiamento climatico.

Numerosi studi e oltre 3600 scienziati sostengono che l'agricoltura intensiva sta spingendo molte specie verso l'estinzione. Dal 1980, l'Ue ha perso il 57% dei suoi uccelli, degli ambienti agricoli, così come farfalle, api e altri impollinatori, anch'essi in grave declino.

Proteggere la natura significa anche proteggere tutti quegli agricoltori impegnati in una seria transizione agro-ecologica. I cittadini lo stanno chiedendo a gran voce in tutta Europa, organizzando dibattiti, manifestazioni, azioni online come parte della campagna Good Food Good Farming: i politici non possono continuare a ignorarli ascoltando solo le sirene dell’agroindustria.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Stop all'obbligo delle sei ore per le olive al frantoio: Copragri scrive a Lollobrigida

Tale stringente obbligo, derivante dalle disposizioni introdotte con la cosiddetta legge sul Made in Italy, rischia di complicare sensibilmente la movimentazione delle olive, soprattutto sulle medie e lunghe distanze, andando in tal modo a penalizzare olivicoltori e frantoi lontani dai principali areali produttivi

03 settembre 2026 | 17:05

Associazioni di idee

Olivicoltura italiana, l’allarme di Altragricoltura: "Le giacenze rischiano di soffocare la nuova campagna"

Prezzi sotto pressione, oltre 233 mila tonnellate di oli in giacenza e il rischio di declassamento dell’extravergine. Altragricoltura chiede al Governo una strategia straordinaria per difendere il reddito degli olivicoltori, dal credito allo stoccaggio, fino alla trasparenza sulle scorte e alla tutela contro le pratiche commerciali sleali

03 settembre 2026 | 10:50

Associazioni di idee

La Pac al bivio: l’Europa rischia di perdere la “C” di Comune

Agricoltura, sicurezza alimentare e competitività tornano al centro del confronto europeo. Tra tagli alle risorse, nuova governance della Pac e crescente peso delle politiche nazionali, il mondo agricolo teme che Bruxelles finisca per indebolire proprio lo strumento che ha garantito per decenni una politica agricola realmente comune

02 settembre 2026 | 08:30

Associazioni di idee

Vendemmia 2026, siccità e perdite fino al 70% in Abruzzo

Dopo la peronospora del 2023 e la siccità degli ultimi anni, una nuova emergenza colpisce aziende e cooperative. Servono interventi immediati e una strategia per salvaguardare produzione, mercato e reddito

30 agosto 2026 | 10:00

Associazioni di idee

I frantoi calabresi valutano la serrata: a rischio la campagna olearia

L'AFOCC lancia l'allarme a poche settimane dalla nuova campagna olearia: invenduto, prezzi in picchiata e costi alle stelle mettono in ginocchio il settore. Tre proposte per salvare la filiera, ma se non arriveranno risposte si valuta la serrata

27 agosto 2026 | 13:40

Associazioni di idee

La visione dei consumatori italiani sulla sfida per Deoleo: l'olio di oliva all'Italia o alla Spagna?

La battaglia per il controllo del colosso oleario Deoleo, proprietario di marchi storici come Bertolli e Carapelli, si infiamma. Mentre l'offerta dell'italiana Pietro Coricelli sfida la cooperativa spagnola Dcoop, l'associazione dei consumatori Konsumer Italia lancia un appello al Governo: la sovranità alimentare è in gioco e non si può restare a guardare

27 agosto 2026 | 11:02