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L'olivicoltura italiana deve conservare l’identità delle nostre cultivar e la qualità del nostro olio
Gennaro Sicolo riconfermato Presidente di Oliveti Terra di Bari, una OP da oltre 2 milioni di chili di extravergine conferito per un fatturato di 9,6 milioni di euro nella campagna olearia appena conclusasi
06 luglio 2020 | C. S.
Una strategia di sviluppo per l’olivicoltura pugliese che promuova i sistemi organizzati e valorizzi le aggregazioni tra produttori virtuose, capaci in questi anni di guardare al mercato garantendo un prodotto sicuro, tracciato e 100% italiano.
È quanto ha chiesto la principale OP d’Italia, Oliveti Terra di Bari, durante l’annuale incontro di approfondimento sui temi caldi del settore in occasione dell’approvazione del bilancio.
Numeri importanti quelli della realtà pugliese che racchiude quasi 12mila soci di 9 cooperative agricole (Coop. Ortofrutticola Alberobellese, Coop. Produttori Olivicoli Bitonto, Coop. Lavorazione prodotti agricoli Corato, Coop. Terra di Olivi Molfetta, Coop. De Deo di Minervino, Eurocoop di Ruvo, Coop. Agricoltura Progresso di Terlizzi, Oleificio Coop. Contado di Toritto, Oleificio Coop. Goccia di Sole di Molfetta): oltre 2 milioni di chili di olio extravergine d’oliva conferito per un fatturato di 9,6 milioni di euro per la campagna olearia appena conclusasi.
Un risultato lusinghiero che ha permesso di ottenere sul mercato, grazie all’azione sinergica con Finoliva Global Service, anima commerciale del gruppo Italia Olivicola, prezzi più performanti per i soci rispetto a quelli normalmente praticati nel mercato.
Durante l’incontro, però, oltre alla presentazione dei dati, si è parlato dei problemi che attanagliano il settore, dal rilancio della produzione alla nuova Ocm, fino alla xylella.
Gennaro Sicolo, riconfermato Presidente di Oliveti Terra di Bari, e Sara Guidelli, direttore generale di Legacoop Agroalimentare, hanno concordato sulla necessità di riformulare il prossimo programma di aiuti al settore olio non disperdendo quanto di buono costruito negli anni con le organizzazioni di produttori virtuose.
Centrale, secondo tutti gli invitati, la necessità di riqualificare gli oliveti e aiutare le aziende olivicole attraverso l’aggregazione che resta l’unica arma in grado di dare peso alla produzione nella filiera.
“L’olivicoltura merita attenzione e rispetto a tutti i livelli e abbiamo il dovere di tutelare i produttori che sono i protagonisti di una delle eccellenze agroalimentare del Made in Italy – ha dichiarato Gennaro Sicolo -. Dobbiamo guardare ai mercati puntando sempre a conservare l’identità delle nostre cultivar e la qualità del nostro olio extravergine d’oliva, attraverso accordi di filiera con le aziende che vogliono valorizzare il lavoro ed i sacrifici degli uomini e delle donne della terra”.
Particolarmente atteso, l’intervento del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al centro delle polemiche per la gestione dell’emergenza xylella e per l’inefficacia dei bandi Psr, che ha garantito ogni sforzo in questi ultimi mesi da Governatore, prima delle elezioni, per provare a dare risposte concrete al mondo agricolo.
Non meno importante, infine, l’intervento di Riccardo Amirante, docente di Sistemi Energetici del Politecnico di Bari, che ha illustrato come la scienza abbia fatto passi da gigante per aiutare gli agricoltori a coniugare economia e rispetto dell’ambiente soprattutto nella gestione e nel riutilizzo della sansa, delle acque di vegetazione e degli scarti di produzione.
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